E’ scontro senza tregua tra Cateno De Luca e la deputazione siciliana di Fratelli d’Italia all’Ars. Si fa sempre più rovente il botta e risposta tra il sindaco di Taormina e FdI sull’emendamento esitato in Commissione Bilancio all’Ars riguardante l’utilizzo dei fondi del Parco archeologico di Naxos-Taormina. Fratelli d’Italia aveva rivendicato la paternità dell’iniziativa, adesso è arrivata la risposta di De Luca, che ha risposto e sferrato il suo attacco ai meloniani ed in particolare ai parlamentari “meloniani” Pino Galluzzo, Elvira Amata e Giorgio Assenza.
“Abbiamo fatto saltare uno scippo a Naxos e a Taormina su risorse che qualcuno voleva spostare in altre parti della Sicilia. Abbiamo spiegato ai giardinesi – ha detto De Luca – le prospettive strategiche per il sistema “Naxos – Taormina”. Il sottoscritto, sindaco di Taormina, ha individuato 16 milioni non spesi nel bilancio del Parco di Naxos, aveva previsto di fare la scuola di archeologia a Taormina, iniziativa avallata dai sindaci con tutto il Comitato Scientifico del Parco, e dall’assessore regionale e dal dipartimento regionale dell’assessorato ai Beni Culturali. Nel 2025, dopo tre tentativi di prendere questi soldi – da parte di Fratelli d’Italia – per destinarli ad altri parchi della Sicilia, ho presentato un emendamento per definire che queste somme dovevano essere destinate al territorio per realizzare il progetto del porto turistico, la scuola di archeologia a Taormina e un sistema di seconda funivia che abbiamo in mente. Si è trovata la sintesi dopo che c’è stato uno scontro con il capogruppo di Fratelli d’Italia ma nessuno si prenda la paternità di un’iniziativa che appartiene al sindaco di Taormina e deputato regionale Cateno De Luca e a Sud chiama Nord”.
“Grazie a me e non a Fratelli d’Italia – prosegue De Luca – si potrà realizzare la scuola di archeologica presso il castello Paladino (11 milioni di euro); progettare il porticciolo turistico (2,5 milioni) e la seconda funivia (1 milioni di euro. Questo significa creare il sistema più potente ed innovativo d’Italia sotto il profilo turistico ricettivo”.
“Non sanno neanche quello che dicono. E’ stato detto che io volevo drenare i fondi e portarli tutti a Taormina. Ma che dite? Non capiscono neanche le normative. Sulla legge che abbiamo già fatto nel 2023, mi si accusa di aver fatto una normativa su Taormina per il 15% degli introiti sugli ingressi. Con quella legge tutti i parchi della Sicilia devono dare a tutti i comuni in cui ricade il sito archeologico il 15% degli introiti, per un tutto massimo di 600 mila euro l’anno. Dopodiché, per il Parco archeologico di Naxos-Taormina, e per i Comuni di Taormina, Giardini Naxos e Francavilla, ho previsto che questo tetto non si applichi. Prima di scappare dai confronti bisogna leggersi le leggi che votiamo in Parlamento, sennò è uno show brutto e si dimostra che non si conoscono”.
“Ora bisogna difendere questa intuizione nel Parlamento Siciliano durante i lavori di approvazione della prossima legge di stabilità. Questa è l’autentica testimonianza del buon governo”, ha concluso De Luca.


