“Ecco la finanziaria del sindaco di Sicilia. Noi Sfidiamo il Governo Schifani sul merito delle proposte per migliorare la nostra amata Sicilia”. Così Cateno De Luca torna a sfidare il governatore Renato Schifani e a Palazzo dei Normanni, a Palermo, nel corso di una conferenza stampa, con il suo gruppo di Sud Chiama Nord ha illustrato la linea politica e le proposte che il movimento intende presentare nell’ambito della Legge Finanziaria 2026. Si tratta di 100 proposte del valore di 1 miliardo e mezzo di euro, che il gruppo parlamentare dell’Ars sottoporrà al governo Schifani per inserirle nella manovra di stabilità di fine anno.
“Questa – ha affermato De Luca -, di fatto è la nostra Legge di Stabilità per la Sicilia, quella che noi avremmo fatto se fossimo stati al Governo. Si tratta del frutto dell’esperienza maturata sul territorio e della conoscenza diretta delle dinamiche regionali. Serve a scuotere le coscienze e a porre al centro alcune questioni che riteniamo decisive. Abbiamo concentrato la nostra attenzione su una serie di ambiti che comprendono circa 100 proposte. Stiamo completando l’elaborazione dei testi per poterli presentare ufficialmente, perché ogni proposta si fonda su dati, numeri e analisi concrete. La nostra impostazione parte da un presupposto chiaro: noi non facciamo parte di questo Governo, ma rappresentiamo un’opposizione costruttiva. Non siamo qui per distruggere, ma per proporre. Il nostro è un approccio serio e pragmatico, basato su un confronto di merito. Le proposte sono articolate in più pacchetti tematici”.
Il primo, è stato spiegato, riguarda gli enti locali, un tema fondamentale per Sud chiama Nord, dal momento che è un movimento dei sindaci, delle amministrazioni, dei territori. Il Movimento, è stato sottolineato, ha lavorato su interventi che toccano anche le isole minori, dove i numeri, pur piccoli, raccontano grandi problematiche. Sulle opere pubbliche locali si chiede più sussidiarietà, perché troppe competenze restano bloccate o centralizzate, rallentando l’attuazione degli interventi. Basti pensare, è stato puntualizzato, ai comuni costieri, circa 140 in tutta la Sicilia, che oggi vivono una situazione di forte criticità legata anche alla gestione delle concessioni e degli spazi demaniali. Ma le proposte riguardano anche Sviluppo e semplificazione amministrativa; ambiente e valorizzazione dei territori; Accelerazione della spesa; politiche sociale e giovanili.
“Serve una visione diversa – ha aggiunto De Luca -, fondata sulla responsabilità, sulla collaborazione istituzionale e sulla capacità di ascoltare chi ogni giorno amministra dal basso. Non possiamo continuare a fare norme solo per riempire le pagine della Gazzetta Ufficiale. Dobbiamo invece introdurre regole che garantiscano risultati concreti, che rispondano ai bisogni reali dei territori e delle persone. Chiederemo formalmente un incontro al Governo per discutere nel merito le nostre proposte. Noi siamo pronti a collaborare, a sostenere un percorso condiviso di riforme e di misure concrete. Ma se il Governo non accoglierà le nostre istanze, andremo avanti comunque, con i fatti e con la forza delle idee. Non facciamo parte della coalizione di centrodestra, non facciamo parte del governo e nemmeno degli sfascisti e di chi grida in continuazione inutilmente senza essere nelle condizioni di sedersi per affrontare corpo a corpo il merito delle questioni – ha affermato De Luca – Il governo è ancora in tempo per inserire i nostri emendamenti nella loro proposta altrimenti li presenteremo in commissione Bilancio e li discuteremo uno per uno. La sfida non sulle poltrone che a noi non interessano, ma sul buon governo e sulle soluzioni alle criticità. Schifani – ha aggiunto De Luca -, deve fare uno sforzo in più, dando credibilità a Palazzo d’Orleans. Se il governo dà una apertura alle nostre proposte non avremo problemi a sostenere il percorso della legge di stabilità che esce dalla giunta, i temi che poniamo sono indispensabili”.


