TAORMINA – La “puntata” di fine settembre del lunedì del sindaco a Taormina ha visto impegnato Cateno De Luca nell’ennesima diretta social dedicata ai rifiuti, tema ormai consacratosi in questa stagione amministrativa come cavallo di battaglia e tormentone, spin-off tauromenita dei precedenti capitoli andati in scena a Santa Teresa e poi a Messina. Ma, al di là delle dinamiche sul gioco di società dei mastelli o le novità come le 4 nuove aree dedicate ai defilé sali-scendi con spazzatura, il piatto forte del monday night deluchiano è arrivato nella fase iniziale dell’oretta dedicata a tutto l’ambaradan del magico mondo ecologico.
Il sindaco si è soffermato, in premessa, sulla spinosa questione degli ispettori ambientali, finita al centro di aspre polemiche in questi giorni. E qui è andato in scena un saggio del manuale politico di Cateno De Luca, che alla De Luca, ha corretto De Luca ma se n’è guardato dal far capire che il 26 settembre ha dovuto firmare un nuovo decreto in corsa perché i due precedenti erano viziati da errori procedurali, cioè di attribuzione delle competenze, che rischiavano (o rischiano) di vanificare i risultati della “caccia agli zozzoni”. Cioè una raffica di sanzioni già elevate questa estate, da luglio in poi.
E allora il primo cittadino di Taormina raduna le sue “truppe”. Sfila a petto in fuori per le vie del centro, scortato dagli ispettori ambientali e accompagnato da assessori, consiglieri e dirigenti, estasiati ed emozionati come in una scena da libro cuore accanto al “capitano” dei loro destini. De Luca manda in scena la virata mediatica che fa passare lo scivolone sottotraccia. Non una parola, non una virgola sul passaggio formale già consumatosi dell’autocorrezione sindacale. Il sindaco sorvola come un deltaplanista navigato sul decreto che ha firmato il 26 settembre scorso. Il messaggio che va dato ai taorminesi è una narrazione che non contempla l’apostrofo dello sbaglio.
Andiamo con ordine. De Luca consegna un pezzo di ribalta al segretario generale Giuseppe Bartorilla, che non senza difficoltà ha provato a spiegare l’accaduto, senza accenno ai punti “cassati”. “Gli ispettori ambientali – ha detto Bartorilla – svolgono un ruolo importante del territorio e soprattutto di verifica delle situazioni che comportano una violazione dei regolamenti comunali e alle ordinanze sindacali. Nel caso specifico, gli era stato conferito, a seguito dell’approvazione di un regolamento in Consiglio, così come prevede la legge da parte del sindaco, alcuni poteri, che loro oggi stesso continuano ad espletare e che consistono in tutta quella attività preliminare di verifica di quelle situazioni che possono poi confluire nella irrogazione di una sanzione amministrativa mediante apposita constatazione. Voglio richiamare il quadro rispetto anche alle pronunce giurisprudenziali della Corte di Cassazione, perché non c’è una copertura legislativa in materia. Quindi la Cassazione ritiene che l’ultimo atto della filiera, e cioè la constatazione della violazione, non possa essere di competenza degli ispettori ambientali, bensì di appartenenti al Corpo di Polizia locale”.
“Il lavoro che è stato svolto dagli ispettori ambientali – ha poi aggiunto il segretario – servirà per il prosieguo alla Polizia locale, deputata alla contestazione, quindi ad adottare l’atto finale di contestazione della sanzione amministrativa a seguito delle verifiche e degli accertamento documentali e fotografici che gli ispettori hanno posto in essere e che consentono al soggetto accertatore, cioè la Polizia locale di poter proseguire nel relativo iter amministrativo”.
E qui ha preso la parola De Luca. Prima la risposta ai suoi oppositori politici: “Le minacce si sprecano e c’è chi parla di denunce, di Procura e Corte dei Conti, ognuno faccia quel che ritiene opportuno, nel suo ruolo. Io chiarisco come stanno le cose e rendo noto che la convenzione con Asm non sarà rescissa e quindi si va avanti e anzi ringrazio gli ispettori ambientali per quello che hanno fatto e che continueranno a fare”. Poi la spiegazione sul ruolo degli ispettori ambientali: “Viste le tante intimidazioni ricevute in queste ore e le tante cose che ho letto sulla situazione dei rifiuti, allora, per intenderci, spieghiamo la situazione. La constatazione di una violazione delle norme ambientali viene svolta dalle guardie ambientali. Constatano, prendono gli elementi di prova della violazione e la trasmettono alla Polizia locale, che ha 90 giorni di tempo per contestare, anche in contraddittorio con il soggetto, e avviene la notifica della sanzione amministrativa. Noi abbiamo iniziato questa attività a fine luglio, quindi siamo dentro i 90 giorni. Abbiamo avviato in fase sperimentale un servizio, avendo poche risorse a disposizione nell’ambito della Polizia locale e non avevamo scelta. Ma la scelta che abbiamo fatto ci ha fatto scoprire una soluzione valida e la collaborazione la porteremo avanti, perché i risultati sono stati importanti. Il supporto proseguirà, l’attività continuerà”.
In buona sostanza, il segretario dice che gli ispettori ambientali hanno compito di “verifica delle situazioni che comportano una violazione dei regolamenti comunali e alle ordinanze sindacali” e il sindaco ribadisce che le guardie fanno “la constatazione di una violazione delle norme ambientali”. Bene. Ma sino a questo momento le cose non sono andate esattamente così. E d’altronde il decreto del 26 settembre non lo ha portato “la cicogna” e non lo ha firmato il “fantasma di Flint”. Qualcosa da rivedere evidentemente c’era. Qualcosa di sbagliato c’era.
D’altronde come si spiega, altrimenti, la decisione del 26 settembre 2025 di De Luca, recatosi al Var di Palazzo dei Giurati per firmare il decreto sindacale n. 28 avente ad oggetto: “Nomina ispettori ambientali. Modifiche e integrazioni ai decreti sindacali n.21 del 09.07.2025 e N. 23 del 14.07.2025“. De Luca ha ritenuto – così si legge – di “dover modificare ed integrare i propri precedenti decreti nn. 21 del 09.07.2025 e 23 del 14.07.2025, nei termini ivi contenuti”, andando a “Cassare i punti numeri 2 e 3″ dei predetti decreti.
Attenzione – repetita iuvant – perché, nel dettaglio, i due punti cassati sono i seguenti:
2) attribuire agli ispettori ambientali nominati, tutte le funzioni ed i compiti di natura accertativa di cui alla L. 689/1981 ed al relativo regolamento comunale istitutivo della relativa figura;
3) dare atto che dal momento dell’accettazione dell’incarico, gli ispettori ambientali nominati acquisiscono lo Status di pubblici ufficiali, dotati di propri ed autonomi poteri di accertamento, contestazione, vigilanza e quant’altro previsto dalla legge.
Questi due punti sono stati sostituiti con il seguente periodo: “Stabilire che la figura dell’ispettore ambientale, nell’ambito dell’attività di supporto e di collaborazione prevista dal regolamento comunale di cui in premessa, dovrà limitarsi ad a segnalare, corroborando la segnalazione con ogni supporto utile quali foto, video e/o relazioni documentali, al Corpo di Polizia locale le eventuali irregolarità riscontrate, affinché questi ultimi possano porre in essere gli interventi di competenza in materia di polizia amministrativa e la successiva contestazione ed irrogazione delle relative sanzioni amministrative”.
Ci voleva tanto a chiarire questo? De Luca ha revisionato due passaggi non marginali dell’impianto sul quale si regge la disciplina del servizio e nei quali veniva conferito a luglio lo status di “pubblici ufficiali” alle guardie ambientali, la cui figura invece adesso “dovrà limitarsi a segnalare alla Polizia locale le eventuali irregolarità riscontrate”. Una retromarcia eloquente e innegabile, ma soprattutto una decisione che, passando anche dall’appiglio ai 90 giorni di tempo (di cui dispone la Polizia locale) si traduce nella contromossa guardinga del Comune rispetto allo spettro incombente di ricorsi e contenziosi che potrebbero essere instaurati dai sanzionati.
Insomma, per dirla con lo stile pungente del capintesta di Palazzo dei Giurati e la sua abrasiva ironia, il sindaco ha fatto una “cassata”. L’importante è che non l’abbiano capito i taorminesi. Diciamolo sottovoce. E, ad onore del vero, la “cassata” è stata fatta in compartecipazione con il segretario generale che oggi è salito in cattedra per la lezione d’autunno ma a luglio ha messo sul tavolo di De Luca due decreti con quei fatidici punti 2 e 3 che – stando alle determinazioni del terzo decreto – non andavano inseriti e che lo ha indotto quindi in errore. Ci può stare, forse anche per la stanchezza del doppio impegno, visto che Bartorilla ormai dai tempi in cui c’era l’ex sindaco Mario Bolognari (era il lontano 2022) è anche direttore generale f.f. in carica all’Asm, l’azienda municipalizzata con la quale tra l’altro operano in convenzione e collaborazione proprio le guardie ambientali. Check over. Controllo al Var terminato. La “caccia agli zozzoni” può ripartire.


