TAORMINA – Il coordinatore cittadino di Forza Italia, Nunzio Corvaia, va all’attacco del Salva Taormina, che venne approvato nell’estate del 2023, quando ancora Taormina è in dissesto e che ha lasciato in eredità un balzello sgradito ai contribuenti della città: il 10% dovuto alla casa municipale come maggiorazione applicata oltre oneri e costi di costruzione.
“In Consiglio Comunale ho sollevato alcuni temi fondamentali. Sull’Imu ho chiesto la riduzione delle aliquote. Dall’altra parte mi è stata confermato la volontà di mantenere invariate le aliquote e la patrimoniale. Una risposta tecnica, ma nessun segnale politico di attenzione ai cittadini. Poi su ospedale e parcheggi ho chiesto di trovare soluzioni per evitare che medici e pazienti, soprattutto oncologici, vengano multati mentre affrontano terapie e urgenze sanitarie. Il silenzio ricevuto è inaccettabile”.
“Ma soprattutto ho chiesto chiarimenti sul “Salva Taormina” e il +10%. Mi riferisco alla maggiorazione del 10% applicata oltre oneri e costi di costruzione, prevista dalla delibera “Salva Taormina”. Anche su questo, la risposta è stata, la “ratifica della DGM”. Quando costruisci e hai un permesso di costruire devi pagare gli oneri per il rilascio. Questi oneri invece non sono dovuti nel caso di pratiche CILA o di pratiche CIA che non configurano ristrutturazione edilizia. Gli oneri concessori non sono una tassa. I Comuni che dispongono il loro aumento al massimo lo fanno in maniera illecitamente quanto la Regione ha emanato tabelle parametriche Regionali approvate con decreto dell’assessore Regionale per lo sviluppo economico del 31 maggio 1977. Le cosiddette tabelle parametriche il cui scopo è quello di stabilire le percentuali per ripartire i costi della realizzazione delle opere di urbanizzazione, una parte a carico dei privati interessati e una a carico del Comune. La violazione di legge pertanto configura un’illecita sottrazione ai privati, e danno erariale per i successivi contenziosi. Si può benissimo verificare che non sono una tassa o un tributo”.
“A Taormina inoltre – conclude Corvaia – li richiedono anche per pratiche CILA che però non configurano ristrutturazione edilizia. Anche qui sottrazione indebita ai cittadini, che invece vanno per nuove costruzioni o per interventi che richiedano il permesso di costruire o che configurano ristrutturazione edilizie con aggravio di carico urbanistico. Parliamo di tre temi concreti con una sola risposta parziale. Due silenzi assordanti. Se il Consiglio comunale deve essere il luogo del confronto e della trasparenza, questa non è la strada. Nella prossima seduta di Consiglio Comunale chiederò la revoca della delibera denominata Salva Taormina”.


