Silvia Salis cresce nei sondaggi del centrosinistra ed emerge sempre di più come “terzo incomodo” e futuribile nuovo leader del campo largo tra Elly Schlein e Conte in vista delle elezioni 2027.
La sindaca di Genova è diventata protagonista negli ultimi mesi consacrandosi uno dei volti nuovi più rilevanti nel panorama politico italiano e potenziale figura di riferimento per il centrosinistra. Ex atleta olimpica specializzata nel lancio del martello e oggi sindaca di Genova, Salis ha conquistato il capoluogo ligure con oltre il 51 % dei voti al primo turno nel maggio 2025, risultando unito il fronte progressista e riuscendo a strappare la città al centro‑destra dopo otto anni di amministrazione opposta. Un’affermazione che pare destinata a diventare un trampolino di lancio verso la capitale.
Questa elezione è stata significativa non solo a livello locale ma anche in chiave nazionale, perché oltretutto rappresenta una leadership civica e trasversale che ha saputo radunare forze come il Partito Democratico, il Movimento 5 Stelle, i Verdi e altre liste civiche in un campo largo progressista. Dettaglio da non trascurare.
Prima di entrare a pieno nella politica amministrativa, Salis ha avuto una lunga carriera nel mondo dello sport, arrivando a ricoprire la carica di vicepresidente vicaria del CONI. Questo le ha dato esperienza nella gestione pubblica e visibilità nazionale, qualità che molti commentatori ritengono utili per un ruolo di più ampia responsabilità politica.
A spingere e sponsorizzare la discesa in campo di Silvia Salis è anche e soprattutto Matteo Renzi, che la considera la figura giusta per sfidare Giorgia Meloni e quindi in grado di mettere in discussione i “sogni di gloria” di Elly Schlein ma soprattutto di fermare il tentativo di riproporsi a Palazzo Chigi di Giuseppe Conte.
Alcuni leader politici riformisti, come Dario Franceschini, hanno più volte indicato Salis come un profilo da tenere d’occhio per il futuro del centrosinistra, soprattutto per dare un’immagine più moderata e unificante rispetto alle dinamiche interne al PD.
Sebbene alcuni esponenti, come Clemente Mastella, abbiano espresso cautela sull’idea che Salis possa aspirare subito alla leadership nazionale, riconoscono comunque la sua intelligenza e capacità di vittoria in contesti difficili.
I sondaggi hanno già lanciato un segnale abbastanza eloquente su quello che potrebbe essere l’impatto di Silvia Salis se deciderà di lanciarsi verso un ruolo di vertice nella politica nazionale. In un sondaggio YouTrend sulle preferenze degli elettori del cosiddetto “campo largo” (centrosinistra + alleati) in vista delle politiche del 2027, Elly Schlein guida con circa il 31%, seguita da Giuseppe Conte al 29% e Silvia Salis al 28% tra i candidati premier ipotetici. Questo indica che Salis è molto vicina alle figure già affermate e rappresenta una terza opzione forte se si facesse una consultazione interna alla coalizione. Un altro sondaggio di Bidimedia ha rilevato che circa il 31% degli elettori progressisti vedrebbe Salis come possibile leader del campo largo, posizionandola addirittura in testa o quasi alla pari con Conte e Schlein su questo specifico tema.
Ancora più recente è il dato emerso in un sondaggio YouTrend-Sky TG24 del dicembre 2025 nel quale la sindaca di Genova raccolse circa il 28% delle preferenze tra chi indicava un favorito per guidare la coalizione di centrosinistra. Inoltre, Piepoli ha segnalato come il gradimento di Salis tra gli elettori dell’opposizione possa aggirarsi attorno al 30%, rendendola stabile come figura di riferimento alternativa nella classe dirigente progressista, con Schlein sotto e Conte leggermente sopra in termini di fiducia personale nei sondaggi.
La sindaca di Genova aspetta il suo momento e nel frattempo sottolinea “l’importanza di unire il campo progressista piuttosto che puntare su gare interne di consenso”. Un approccio che, a detta dei sostenitori di Salis, denoterebbe una visione pragmatica della politica da parte della Salis.
In sintesi, Silvia Salis rappresenta oggi un punto di riferimento nuovo e dinamico nel centrosinistra italiano: viene considerata una figura con radici civiche e trasversali, con esperienza gestionale e una recente vittoria elettorale significativa alle spalle, elementi che la rendono sempre più considerata come possibile protagonista della politica nazionale nei prossimi anni.


