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Bolognari-De Luca, lite senza tregua: il prof. prepara il ritorno in campo per la rivincita?

TAORMINA – La contesa tra Mario Bolognari e Cateno De Luca non è finita. Il duello prosegue senza tregua e piovono insulti come fossero caramelle. Lo scontro va avanti ad oltranza e ieri è arrivato l’ennesimo capitolo del botta e risposta. Stavolta al centro dello scontro la questione dell’ex bar sotto Palazzo dei Giurati.

Il copione si ripete, con Bolognari che provoca l’avversario, riproponendo un posto che lo vedeva presente all’inaugurazione del locale nel 2017: “Il bugiardo dovrebbe avere buona memoria”. E puntuale arriva la risposta di De Luca, che passa al contrattacco sui tributi non pagati all’ente dal privato: “Vuoi dire che avendo inaugurato io la struttura li hai fatti evadere per rispetto nei miei confronti?. Io li ho buttati fuori ed io ho sgomberato i locali nonostante fossero amici miei, a conferma che io nella mia funzione non faccio sconti a nessuno”. Poi altre bordate e l’affondo finale: “Hai condizionato la vita politica amministrativa di Taormina per oltre 40 anni ed ancora parli? Sempre pronto al pubblico confronto”.

Lo scontro si fermerà ai social o all’orizzonte c’è il secondo atto della sfida andata in scena alle Comunali del maggio 2023? La storia è nota e due anni fa stravinse De Luca. Ad oggi l’ipotesi più probabile è quella che alle prossime elezioni Amministrative a Taormina non ci sia in corsa per la sindacatura nessuno dei due, né l’attuale primo cittadino né il suo predecessore. De Luca non si è mai ricandidato per un secondo mandato nei comuni in cui ha vinto, mira alle Regionali e strizza l’occhio semmai al bis a Messina. Bolognari si è chiamato fuori nell’autunno del 2023 dal Consiglio comunale e in teoria anche dall’agone politico locale. Ma, si sa, in politica la regola che regna da sempre e per sempre è quella del “mai dire mai”.

Di certo c’è che Bolognari manda segnali, provoca De Luca nel tentativo di mettere pressione al rivale e non si è mai ritirato in via ufficiale dalla scena. Il professore potrebbe decidere di rimettersi in gioco per provare a cavalcare l’onda del clima politico in città, che stavolta non è quello di due anni fa, quando lo “straniero” conquistò a furore di popolo il palazzo municipale. L’ex sindaco è convinto, insomma, che la spinta del consenso popolare per De Luca si sia esaurita e che potrebbero esserci i margini per tentare una clamorosa rivincita. D’altronde nell’area politica di opposizione c’è un vuoto enorme e in questo momento il malcontento che c’è in città verso l’Imperatore del Nisi non basta per coltivare sogni di gloria. Se si votasse domani mattina l’opposizione sarebbe di nuovo spalle al muro e, al netto delle minchiatesche illusioni dei salotti social, prenderebbe un’altra batosta. Manca un leader, non c’è un candidato competitivo da contrapporre a De Luca o chi per lui e nel mazzo della decina di pretendenti la quasi totalità degli auto-candidati rischiano di venire sbranati a colazione dal dominus del Gran Ducato di Taormina.

Bolognari, sornione, sa che dalla sua parte tutti vogliono “cacciare” lo straniero ma, poi, in concreto la ciurma è divisa e senza una guida. L’antropologo, già tre volte sindaco, potrebbe decidere di rimettersi in gioco. Per adesso osserva, punzecchia e silura sui social, testa le reazioni e aspetta pure di capire chi sarà il candidato dell’Amministrazione. “Non mi ricandido”, fa sapere sin qui il professore. Ma la tentazione c’è. A maggior ragione se dall’altra parte De Luca dovesse, a sua volta, cambiare il suo dogma dei “cinque anni, non un giorno in più” e rinunciare al bis a Messina per riposizionare di nuovo Federico Basile come candidato sindaco (con la condicio sine qua non del supporto del centrodestra). In fondo la ribalta del Gran Ducato di Taormina sta rappresentando un elemento di vitalità politica in questa fase per De Luca e Sud chiama Nord dopo i disastri di Monza e delle Europee e all’incombere delle seconde nozze con il centrodestra. Bolognari-De Luca, atto secondo? Ad oggi più no che sì ed è una difficile combinazione di incastri politici. Ma la possibilità non è così remota.

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