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Blitz di Ferragosto a Taormina, gelo tra sindaco e Comandante della Polizia locale

TAORMINA – Il blitz di Ferragosto 2025 a Taormina ha visto il sindaco Cateno De Luca impegnato nel terzo atto della lotta agli attendati e agli “zozzoni” di questa ricorrenza estiva, ma ha anche mostrato altro. Non è passato inosservato il gelo totale tra De Luca e il Comandante della Polizia locale, Giuseppe Cacopardo, che il 1 agosto scorso è stato sfiduciato pubblicamente proprio da De Luca.

De Luca veniva accompagnato nei suoi controlli in spiaggia dai “fedelissimi” della sua Amministrazione, come sempre al seguito dell’Imperatore del Nisi, e c’erano poi gli agenti di Polizia locale e Polizia Rurale (le guardie ambientali). Ma il Comandante della Polizia locale era quasi sempre distante dal sindaco e lontano dallo stesso, poco coinvolto da De Luca che interagiva invece costantemente con il suo “pretoriano” Giuseppe Campagna (presidente dell’Asm). E anche quando si parlava di multe, sanzioni e di un tema, insomma, che dovrebbe attenere l’ambito operativo della Polizia locale, la discussione andava avanti sempre con un dialogo costante a due tra il sindaco ed il presidente dell’Asm. Un duetto prolungato e ripetuto da una spiaggia all’altra, e poi qualche metro alle spalle del sindaco si poteva notare il Comandante della Polizia locale, defilato e in pochi, pochissimi, momenti chiamato in causa da De Luca per qualche informazione.

Ho preso la decisione di mettere a capo della Polizia locale un dirigente che possibilmente non sarà di Taormina“, aveva annunciato De Luca il 1 agosto e si andrà in questa direzione, con le prime voci su chi potrebbe diventare il successore di Cacopardo. Nel frattempo, insomma, i rapporti sembrano ormai ai minimi termini, dimensionati sul piano degli adempimenti formali e quindi degli aspetti puramente istituzionali, prima di quel che poi sarà lo scenario definitivo ed eventuali cambiamenti che sembrano prospettarsi. Così, dopo la “cacciata” dell’ex Comandante, Daniele Lo Presti, la stessa mortificazione incombe all’orizzonte per Cacopardo, che nel frattempo prosegue il suo lavoro con la consueta serietà e professionalità.

Ma lo abbiamo detto, d’altronde, che De Luca, forse perché troppo innamorato delle sue convinzioni e ancora meno incline al dialogo, fa una fatica enorme sul piano della gestione dei rapporti umani, che in questa stagione amministrativa a Taormina sono ormai diventati un optional, con una durata più o meno lunga come la sabbia di una clessidra. Nel Ducato di Taormina va di moda l’importazione ad oltranza di altre figure da Messina e dalle Valle d’Agrò. Nemo propheta in patria. La parola d’ordine è devozione. Senza se e senza ma.

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