Il massacro di Bucha sta diventando con il trascorrere delle ore il punto di non ritorno della guerra in Ucraina. Nel momento in cui si è aperto uno spiraglio di pace, eccola la miccia che può incendiare la situazione e scatenare un conflitto di ben più vaste proporzioni. La Russia non aspettava altro e ha lanciato la provocazione più eloquente, la più spietata, con un bagno di sangue che ha scioccato il mondo intero.
Addirittura Mosca ha anche chiesto una riunione di emergenza del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite sulle accuse di crimini di guerra di Bucha, vicino a Kiev, dove diversi civili ucraini sarebbero stati uccisi indiscriminatamente mentre le forze russe si ritiravano. Secondo quanto riporta la Bbc, Dmitry Polyansky, vice rappresentante russo del Consiglio di Sicurezza dell’Onu, ha affermato di aver avanzato la richiesta “alla luce della palese provocazione dei radicali ucraini”. L’ennesima provocazione del Cremlino, in un contesto, l’Onu che è ingessato mani e piedi totalmente e non può far niente per accertare la verità e meno che mai per punire i colpevoli di quel massacro. Il motivo? Perchè la Russia all’Onu ha il potere di veto e quindi invoca l’Onu sapendo che la farà franca in ogni caso.
Kiev denuncia “esecuzioni di massa”, oltre 300 persone sepolte nelle fosse comuni. Per la Russia, invece, i video dei civili morti sarebbero invece stati “ordinati” dagli Stati Uniti nell’ambito di un complotto per incolpare la Russia stessa.
Come si esce da questo impasse generale di una guerra in Ucraina che rischia di diventare davvero una Guerra Mondiale? A questo punto la diplomazia ha fallito in tutto e per tutto, non è più il momento delle seconde e terze linee degli Stati, devono essere i leader, i Capi di Stato, a prendere la situazione in mano. Non è il momento delle minacce, dei proclami e neanche delle sanzioni che non stanno fermando Putin.
E’ giunto il momento di alzare le terga e dimostrare chi ha a cuore le sorti del mondo e chi, invece, pensa di fermare la guerra al caldo delle coperte di casa e dai salotti borghesi della politica internazionale. Altrimenti è facile gonfiare il petto e lanciare anatemi dal divano se poi non si è neanche disposti a rinunciare all’acqua calda e a 10 minuti di gas.
I Capi di Stato facciano una delegazione e vadano in Ucraina, dove hanno chiuso troppo in fretta le ambasciate e scappando hanno lasciato campo libero all’esercito russo. Stiano lì in Ucraina sino a quando non ci sarà stato il cessate il fuoco e costringano Putin a trattare e a farlo seriamente in prima persona, non con quei delegati visti sinora ai tavoli che sono degli inutili fantocci. Serve un segnale forte e inequivocabile. Non c’è altro modo per bloccare le bombe. O si fa così o da questo casino bestiale non ne usciamo più.


