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Basile apre il domino di De Luca: ora Puccio a Naxos, poi il colpo di scena a Taormina

Le dimissioni di Federico Basile a Messina e la sua contestuale ricandidatura a sindaco, lanciano ufficialmente il domino politico di Cateno De Luca. “Basile candida Basile”, è lo slogan coniato questa mattina in conferenza stampa da Federico Basile ma poi, al netto di queste parole di circostanza, è l’attuale sindaco di Taormina che imposta la strategia e traccia la rotta. E allora De Luca toglie il tappo alla partita politica, apre le danze e manda in campo i “pretoriani”.

La conferenza stampa di Basile, che lascia per (tentare di) raddoppiare, è la prima mossa di De Luca, dentro una strategia che al centro di tutto incardina il terzo assalto alla presidenza della Regione Siciliana. E’ quella la “madre” di tutte le battaglie deluchiane, l’obiettivo totale rispetto al quale tutto il resto viene dopo. E’ un contorno secondario e tuttavia fondamentale e complementare allo stesso tempo, perché i territori sono sempre stati il propellente politico e il serbatoio di consensi del parlamentare di Fiumedinisi.

Come in un gioco di tessere, pedine e incastri, De Luca lucida la sedia per la cabina di regia e allo stesso tempo si prepara al ring dei palchi. Manda intanto al voto Messina con un anno d’anticipo e prova a togliere tempo e modo di organizzarsi al centrodestra e lo stesso centrosinistra, che nel momento in cui Sud chiama Nord è già in campagna elettorale da mesi, invece filosofeggiano sul sesso degli angeli e tra piccole e grandi prove muscolari alquanto masochistiche perdono tempo a stabilire chi saranno i rispettivi candidati da contrapporre a Basile.

L’idea di casa De Luca declina il “marchio di fabbrica” della sfida a trazione monocolore senza alleanze e si traduce evidentemente nel tentativo di (ri)conquistare ancora una volta Palazzo Zanca per mandare un segnale in vista delle Regionali e verso il tavolo delle interlocuzioni palermitane.

Nel frattempo, oltre Messina città, De Luca manderà in campo l’altro “fedelissimo” per eccellenza, Salvo Puccio, che toglierà la divisa del tecnico e indosserà la maglia del politico da candidato sindaco a Giardini Naxos. Un pò come accadde a Basile stesso nel 2018.

De Luca vuole il “doblete” Messina-Giardini Naxos, sapendo che sarà dura invece in altri contesti come nella Tirrenica, a Milazzo e Barcellona, dove molto dipenderà da quello che farà il centrodestra, capace di fare e disfare tutto da solo con i soliti antagonismi di coalizione.

Nell’era del monocolore, De Luca invece si trova ad affrontare il calo di consensi dell’ultimo biennio per una serie di errori politici ma può ancora contare sulla “polizza salvifica” dello scenario da “deserto dei tartari” che c’è nel campo avversario, dove chiacchierano e pontificano, studiano mille strategie al bar e sui social ma, alla fine della fiera, i vari personaggi in campo si dimostrano incapaci di organizzarsi e non hanno la caratura per rappresentare l’alternativa.

E qui Messina, Naxos e Taormina sembrano tutte facce della stessa medaglia, uno spartito nel quale cambiano i musicanti di paese ma la musica ed il controcanto si ripetono.

Nel frattempo, De Luca comincia a preparare anche il piano per Taormina, dove non esiste uno straccio di opposizione in città e il primo inquilino del palazzo dirige l’orchestra indisturbato, coadiuvato dall’altro “maestro del coro” di stagione, Massimo Brocato. La scadenza naturale del mandato – ricordiamo – è fissato per la primavera 2028. E anche su Palazzo dei Giurati s’affaccia all’orizzonte un colpo di teatro, non soltanto rispetto al quando poi De Luca deciderà di mettersi in marcia su Palermo e mandare al voto Taormina.

Attenzione perché su Taormina si prospetta un altro colpo di scena (o di teatro). E ci riferiamo anche e soprattutto sulla scelta che farà De Luca per il dopo De Luca. Nel frattempo – sempre politicamente parlando – c’è chi si è già “bruciato”, c’è chi verrà “bruciato”, chi sogna e poi si risveglierà, chi si nasconde e chi verrà fuori allo scoperto. Ma ogni cinema ha la sua suspense. Ci sarà tempo e modo per parlarne. Per sorprendersi e per sorprendere. E ovviamente per avere ragione su quel che avverrà..

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