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Asiago con Taormina, il sindaco “nordico del sud” abbatte il muro della Questione meridionale

TAORMINA – “Sono nordico ma dentro mi sento meridionale, sono convinto che ci siano le condizioni per collaborare e che si possano fare delle cose insieme, è un’opportunità per un percorso da costruire a vantaggio di entrambe le nostre comunità”. Così Roberto Rigoni Stern, primo cittadino di Asiago, nella sua intervista a TN24 ha “sdoganato” il pensiero d’avanguardia di un sindaco che dall’Altopiano veneto del profondo Nord spezza i cordoni dei soliti luoghi comuni italici e guarda con attenzione sincera ad una possibile collaborazione con Taormina. Una località modello del Nord Italia abbraccia idealmente la perla del turismo del Sud Italia. In un’epoca in cui nessuno pensa alle sinergie vere tra territori c’è ancora chi, invece, ci crede e, a maggior ragione, lo fa valicando il sentiero consolidato dei campanilismi storici che non portano più da nessuna parte.

Il segnale di Rigoni Stern è una picconata al muro della Questione Meridionale, fa capire come si può abbattere e come si può superare quel vulnus reale e ancora irrisolto dell’Italia. E’ una ferita aperta e mai cicatrizzatasi ma che va affrontata e superata cercandosi, dialogando e facendo fronte comune, non ostinandosi a vivere nel perimetro freddo di due mondi che rimangono distinti e distanti e più o meno si ignorano.

La posizione di Rigoni Stern si traduce in uno slancio di buon senso e corretta percezione della realtà, che va oltre il gesto di cortesia di un sindaco che decide di mandare in Sicilia il dono di un abete di Natale. E tra l’altro va sottolineata la premessa ancora più degna e apprezzabile, fatta dal sindaco di Asiago quando ha il merito di ricordare i meridionali caduti in guerra nelle montagne del Nord e ne fa un auspicio di collaborazione per onorare quei valorosi.

Nel Mezzogiorno la crescita è stata più del doppio rispetto al Nord: +1,2% contro lo 0,5%, anche se i consumi al Sud mostrano una maggiore debolezza con un +0,4% per il 2024, a fronte dello 0,5% del Nord. Il Sud cresce più del Nord: quindi esultiamo e facciamo i caroselli? No. Non può funzionare in questo modo.

La verità è che il divario resta ancora ampio. Ma soprattutto va ribaltata la prospettiva. I dati stessi sono la narrazione di un confronto che non porta da nessuna parte o peggio ancora rischia di trascinarci in una “guerra” tra poveri, facendoci illudere di essere al centro dei giochi mentre all’estero la giostra girà molto più veloce, gli altri corrono e non ci aspettano. Il turismo che è il “vangelo” dell’economia di Taormina ma che conta pure per Asiago ne è una riprova di come siamo dentro una sfida senza pause, in cui chi si adagia è perduto.

Serve una crescita omogenea in un contesto di complementarità tra Nord e Sud, non di antagonismo tra due realtà dello stesso Paese. E allora in un mondo dove ogni ragionamento corre ormai sul filo ineludibile della globalità, Nord e Sud hanno bisogno l’uno dell’altro, gli steccati della concorrenzialità e della competizione interna vanno deposti, dovendo invece congiungere in termini costruttivi e produttivi le due parti dello Stivale che la storia non ha mai saputo realmente unire ma solo annettere.

Un piccolo grande esempio di come la via maestra da percorrere debba essere quella della collaborazione fattiva arriva da Roberto Rigoni Stern, sindaco di Asiago, che poteva benissimo donare un abete di Natale a Taormina e prendersi il suo bel momento di ribalta mediatica, rimanendo tuttavia nella propria “comfort zone”, abbottonato nell’alveo del distacco formale tra le due comunità. E invece il sindaco di Asiago lancia un segnale importante da interpretare e da cogliere. Le parole di Rigoni Stern a TN24 si possono decodificare con la lucida consapevolezza di un amministratore che, a differenza di tanti altri suoi colleghi, ha realizzato che è finito il tempo dell’ostracismo, in cui il nemico del Nord era il Sud e viceversa, la stagione dello snobbismo e della diffidenza in cui si va per la propria strada. Adesso la visione strategica che necessità di essere alimentata è un’altra: la strada è una, vale per tutti, e bisogna camminare insieme. Volente o nolente.

Sud chiama Nord è il “mantra” del partito del sindaco di Taormina, Cateno De Luca, e adesso è Nord che chiama Sud, Asiago che esorta Taormina a stringere un patto di intenti. Ovviamente non mancherà chi andrà a pensare e magari postare sui social: ma che c’entra Asiago con Taormina e cosa c’entra Taormina con Asiago? Niente di più sbagliato. Le diversità e le rispettive peculiarità possono rappresentare un elemento non divisivo ma di congiunzione e di vantaggio per immaginare forme di sinergia e di interscambio che magari non determineranno scenari di chissà quale portata ma certamente potranno essere utili a tutte e due le comunità, in un percorso di crescita in cui ciascuno può guardare all’altro come un alleato prezioso per rafforzare la propria posizione rispetto alla vera concorrenza: quella straniera. E allora ben venga un patto Asiago-Taormina (da concretizzare, ovviamente, ora nei fatti, attraverso adeguati programmi e sensate iniziative).

Nel frattempo ben venga la sortita a sorpresa di Rigoni Stern. In un tempo in cui la politica italiana insegue le schizofrenie dei partiti, si smarrisce nelle solite beghe di cortile e boccheggia in un mare di inutili supercazzole, il nordico-meridionale Rigoni Stern alza l’asticella e suona la sveglia. Accende la speranza di un cambio di passo e di mentalità. Tutto passa da lì, nell’interesse di tutti.

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