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Ars, De Leo non fa sconti al governo Schifani: “Manovra passata da 28 articoli a 134 con una Commissione Bilancio lampo. Io non eseguo ordini”

Dura presa di posizione all’Ars di uno degli esponenti principali di Forza Italia, il parlamentare messinese Alessandro De Leo. Nei giorni scorsi De Leo aveva lanciato i primi significativi segnali di malumore verso il governo e nei confronti del suo stesso partito non prendendo parte alla seduta sulla mozione di sfiducia delle opposizioni (poi bocciata dall’aula) contro il presidente Renato Schifani.

Ora il deputato messinese è intervenuto lanciando una lunga serie di bordate sulle dinamiche politiche che stanno caratterizzando l’attività dell’esecutivo.

COMMISSIONE “LAMPO”. “Prendo la parola con un sentimento che non posso e non voglio nascondere. Profonda amarezza perché ciò che è accaduto in Commissione Bilancio non può essere liquidato con una normale dinamica parlamentare. Abbiamo assistito a una Commissione Bilancio lampo, priva del tempo, della serenità e del metodo necessario per svolgere il ruolo che la storia e la legge assegnano a questo organismo. Invece di snellire ha ampliato, invece di analizzare ha accumulato, invece di razionalizzare ha appesantito il testo in maniera impressionante. Una manovra finanziaria che entrata in commissione con 28 articoli, è uscita con 134. Non è normale, non è fisiologico e non è una buona prassi. Non possiamo far finta che lo sia”.

“NESSUN DIALOGO”. “La Commissione Bilancio è da sempre il luogo in cui la legge viene verificata e calibrata. Stavolta è accaduto l’esatto contrario. Un pienone e una pioggia di articoli inseriti senza un ruolo confronto, senza ponderazione e senza analisi approfondita. Come le dinamiche del mio partito, che riflettono la stessa innegabile situazione. Nessun dialogo, nessuna condivisione e nessun coordinamento. A dimostrazione che questo disagio non è isolato, ricordo, che la vicepresidente della Commissione, Margherita La Rocca, ha manifestato il proprio dissenso, arrivando ad abbandonare i lavori. Un gesto forte e condivisibile, che dovrebbe fare riflettere tutti. Oggi in aula qualcuno tenta, persino, di scaricare sulla maggioranza responsabilità e decisioni che la maggioranza, nel suo complesso, non ha avuto modo di discutere compiutamente”.

TENSIONI E RIVALSE. “Questa narrazione non la accetto. Non accetto che l’aula diventi il luogo in cui si riversano tensioni e rivalse maturate altrove. Qui il problema non è questa o quella forza politica che ha presentato emendamenti. Questa non è una guerra contro le iniziative degli altri. Siano essere giuste, ingiuste o camuffate. Ho una dignità politica e personale che nessuno può permettersi di calpestare. Non sono qui per compiacere qualcuno, né per eseguire ordini. Né tantomeno sono disponibile a prestare il fianco alle intimidazioni politiche. Sono qui per rappresentare i siciliani e continuerò a farlo con onore, responsabilità e spirito di sacrificio”.

L’EMENDAMENTO SUL GARANTE PER L’INFANZIA. “Voglio dire con onestà intellettuale che in questa Finanziaria ci sono comunque misure che vanno nella giusta direzione. Ad esempio gli incentivi all’occupazione stabile, il sostegno agli investimenti e gli aiuti ai disabili. Strumenti utili che meritavano un confronto serio e ordinato. Proprio per questo, tutto ciò che è avvenuto dopo è ancora più grave. L’indignazione raggiunge il punto più alto nella bocciatura della mia proposta sull’istituzione per il garante per i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza nei Comuni siciliani. Una norma nata dal dolore di questa terra, nata dopo fatti drammatici che hanno scosso la coscienza collettiva con tanti episodi, come quelli di Palermo, Capizzi e Monreale, che hanno spezzato giovani vite, famiglie e comunità. Era una norma che chiedeva protezione, attenzione e responsabilità morale. E’ stata trattata, invece, come un fastidio e archiviata come superficialità. Questo non lo posso accettare né come parlamentare, né come siciliano, né come essere umano”.

L’OBIETTIVO. Quindi l’affondo finale di De Leo. “Non posso tacere neanche sull’emendamento sugli screening gratuiti per i cittadini della Valle del Mela. Un intervento di tutela della salute pubblica archiviato e successivamente nascosto dentro un articolo che parla di rigenerazione urbana. Ma quando si gioca con la salute delle persone non esistono scorciatoie accettabili. Difenderò la norma sul garante come difenderò tutti i miei emendamenti, uno per uno. Li argomenterò perché ogni iniziativa è nata da un territorio, da un bisogno reale o da una sofferenza o una speranza concreta. Non sono qui per avallare ciò che non condivido. Sono qui per fare ciò che mi è stato affidato: rappresentare questa terra con dignità e responsabilità. In una fase così delicata, il Parlamento non ha bisogno di silenzi, ha bisogno di verità, di coraggio e di persone che non abbassano la testa, anche quando è scomodo. Continuerò a fare il mio dovere sino in fondo, con la schiena dritta, con coerenza e con un solo obiettivo: il bene dei siciliani”.

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