HomePoliticaA Taormina la politica diventa "farsa": c'è chi sostiene 3 sindaci!

A Taormina la politica diventa “farsa”: c’è chi sostiene 3 sindaci!

TAORMINA – “W Marieddu, Forza Marione, Evviva Scateno”. La campagna elettorale a Taormina si accende e farebbe quasi sorridere questa confusa frenesia di inizio anno, se non fosse un’impietosa conferma di come si è ridotta la politica in questa città. A 6 mesi dal ritorno alle urne, il caos regna sovrano, molti non sanno ancora da che parte schierarsi e non emerge uno straccio di idea e di visione su cosa si intende fare della città per i prossimi cinque anni. I vari schieramenti sono impantanati in una selva oscura di dubbi, tatticismi più complicati della “B Zona” di Oronzo Canà, promesse, bugie e tradimenti dietro l’angolo.

Il sindaco in carica Mario Bolognari si ricandida, ma i suoi alleati vanno in giro a fare riunioni per sostenere altri candidati, l’opposizione potrebbe girare il revival di “Fratelli coltelli” con una ressa di autocandidati che si sono scannati e alcuni che, per ripicca non si sono neppure più fatti gli auguri di Natale perché Tizio non ha voluto dire di sì a Caio ma il candidato ideale era Sempronio. E poi c’è Cateno De Luca che si candida a sindaco, anzi non più, ma forse sì, però vediamo, vorrei ma non posso, può essere ancora di sì o magari può essere di no.

Ma sin qui ci può stare anche tutto questo e certe dinamiche accadono dalla notte dei tempi. Il punto è che a Taormina la politica non è più ballerina: si è “imputtanita”, come diceva Marisa Merlini in una nota commedia all’italiana.

“La vita è una farsa dove tutti abbiamo una parte” e da queste parti il concetto di Arthur Rimbaud qualcuno lo sta applicando alla lettera nella più sconclusionata campagna elettorale della storia locale recente.

In questo momento ci sono alcuni esponenti della politica taorminese che stanno sostenendo contemporaneamente tre candidati a sindaco. Non uno, non due ma tre, avete capito bene. E per dare una rappresentazione esatta di questo gioco paesano delle tre carte, vi diamo – come sempre – qualche illuminante dettaglio. Tra il 28 e il 31 dicembre scorso c’è chi si è dichiarato sostenitore della candidatura a sindaco di Mario D’Agostino e poi alla vigilia di Capodanno – nella stessa giornata – ha dichiarato il proprio sostegno a Bolognari e poi si è appellato a De Luca affinché si candidi a sindaco di Taormina. Non siamo esperti di medicina ed è difficile dire se possa trattarsi di qualche sdoppiamento della personalità o se più semplicemente siamo in presenza di episodi di “sautafossite acuta”. Di certo, al netto dei consueti equilibrismi, è poco serio vedere certi comportamenti. Soprattutto è una mancanza di rispetto per i cittadini di Taormina, considerati degli scemi da prendere in giro con il voto per il Consiglio comunale in cambio di una caramella post-elettorale, sudditi ai quali far votare per la sindacatura il “cavallo” più conveniente e più calzante alle trame del consigliere di turno.

Immaginatevi “politici” che in 48-72 ore tra riunioni, chat whatsapp e commenti per strada hanno detto tutto e il contrario, affermando in buona sostanza: “Siamo con Mario (D’Agostino), Bolognari stavolta non ce la può fare”, “tanti auguri a Mario (Bolognari) per la sua ricandidatura, siamo al suo fianco”, “Cateno (De Luca) si deve convincere a candidarsi a Taormina”.

E’ normale tutto questo? No. Anzi a Taormina sì. Stiamo assistendo alla fiera dell’opportunismo, con una ricerca esasperata del carro da vincente e un’ansia generale da prestazione che si traduce in una ricerca quasi ossessiva del carro “politico” giusto. Ovviamente ci si giustificherà con la supercazzola del “…per amore Taormina…”, oppure “…stiamo valutando i vari progetti…”. Ma di cosa stiamo parlando?

Qui il problema non è più il chi si candida o non si candida a sindaco, c’è un vuoto totale attorno ai papabili sindaci con personaggi che dalla sera alla mattina e al pomeriggio sono disposti a sconfessarsi 10 volte pur di gestire un pezzo di città. La campagna elettorale a Taormina dovrebbe vedere in campo cittadini volenterosi e capaci di cambiare l’inerzia delle cose per valorizzare al meglio questo meraviglioso territorio. Taormina meriterebbe perlomeno coerenza nei comportamenti e un minimo di etica politica. Invece va in scena una farsa da sketch delle Comiche. Con la differenza che Villaggio e Pozzetto almeno facevano ridere.

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