TAORMINA – Ancora disagi per i cittadini di Taormina con il servizio idrico sul territorio comunale. La storia si ripete da tempo in varie zone del territorio e la questione si fa sempre più spinosa.
“A causa del perdurare del guasto all’impianto di Santa Filomena (Trappitello) – ha comunicato oggi Asm Taormina – ci sarà una riduzione di fornitura di acqua in tutto il territorio comunale. I lavori per il ripristino della normale erogazione idrica sono in corso. Ci scusiamo per gli inevitabili disagi provocati dal disservizio”.
A questo punto non servono troppe interpretazioni ed il problema sembra ormai giunto ad un punto di non ritorno: l’acquedotto di Taormina è un disastro e così non si può più andare avanti. Bisognerà farsi il segno della croce e con qualche rattoppo ulteriore sperare che il mese di agosto possa trascorrere senza altri significativi problemi ma l’emergenza è ormai un rito quotidiano per i malcapitati tecnici di Asm. Non vorremmo essere nella squadra operativa di Asm che si trova a fare il possibile (e a volte pure l’impossibile), costretta ad affrontare in continuazione le criticità di un impianto che è un colabrodo e non ce la fa più perché troppo vecchio e necessitante di essere ammodernato. I lavori tampone non bastano più, la questione è seria e una soluzione va pensata e messa in campo al più presto.
Il senso del problema sta tutto nelle parole pronunciate lo scorso maggio, poco prima delle dimissioni dall’ex direttore generale di Asm, Nunzio Priolo.
“Ho fatto vari sopralluoghi – spiega Priolo – per rendermi conto della situazione della rete idrica a Taormina, che presenta un sistema complesso con vari serbatoi e sistemi di distribuzione posizionati a differenti quote, con una ripartizione per caduta e tramite pompe di sollevamento. C’è il centro ma anche le frazioni e siamo consapevoli dei disagi che spesso si verificano. Quando la rete venne progettata ha funzionato ma i sistemi sono vetusti e pagano lo scotto del tempo. Il fatto che l’acqua parta da Trappitello per servire il resto della città impone una serie di sistemi di pompaggio dalla “quota zero” sino alle altre zone ed è una criticità evidente. Se le pompe non funziona il sistema va in tilt. Tutto si basa sui pozzi di Trappitello. A “Santa Filomena” (Trappitello) c’era una pompa completamente ferma ormai da anni e una solo in parte funzionante e non utilizzabile subito e che necessitava di essere manutenzionata. Abbiamo attivato una pompa secondaria, che fa anche un gran rumore ed anch’essa è molto vecchia: era l’unica soluzione per affrontare l’emergenza ma non ci dà garanzie per il futuro e per un funzionamento a lungo termine. Faremo dei lavori ulteriori di messa in opera della pompa che si era guastata e la grande difficoltà è la tempistica. Parliamo di pompe che costano anche 40 o 50 mila euro e poche ditte possono permettersi di tenerle in magazzino”.
“Anche altri serbatoi funzionano con una sola pompa e questo sistema non dà garanzia totale – aggiunge Priolo -. Se una sola pompa si guasta, accadono poi dei black-out”. Il dg di Asm fa sapere che ha disposto “una ricognizione generale sullo stato degli impianti” e che sta collaborando alle verifiche, con un esperto, anche l’Università di Catania – Dipartimento di Idraulica per capire “se il sistema può essere modificato”. Per Priolo una soluzione ai problemi potrebbe essere “l’erogazione non più dal basso verso l’alto ma per caduta, dalla condotta di Sicilia Acque-ex Eas”: “Vanno valutati i costi ma non avere bisogno di pompe e far circolare l’acqua dall’alto verso il basso, a scendere, diminuirebbe i rischi di un possibile black-out. Mi preoccupa, intanto, la tempistica per trovare i materiali e i ricambi, noi ordiniamo i materiali ma nessuna azienda ci dà certezze, e a volte servono anche 6 mesi per trovare una pompa”.
Vale ancora la pena mettere toppe ai problemi che poi si ripresentano poco dopo di nuovo puntualmente o forse è meglio, invece, proiettarsi in un progetto importante di riqualificazione e ammodernamento della rete idrica? La risposta sembra scontata.


