Diciannove anni fa si consumava l’atroce delitto di Garlasco, una ferita aperta nella coscienza collettiva italiana, un enigma che a distanza di tutto questo tempo continua ad oscillare tra le aule di tribunale e le ombre di un mistero mai del tutto svelato.
Era il 13 agosto 2007 quando il corpo senza vita della ventiseienne Chiara Poggi veniva ritrovato nella villetta di via Pascoli. Oggi, quasi due decenni dopo, quel drammatico squarcio di cronaca nera non ha ancora trovato una risposta definitiva e la giustizia sta imboccare l’ultimo crocevia. Il capitolo finale di un’infinito percorso investigativo. Il bivio finale per capire e per stabilire se davvero si conoscerà oltre ogni ragionevole dubbio l’identità dell’assassino di Chiara.
La Procura di Pavia sta cercando di ridefinire i contorni di questa intricata vicenda. I magistrati sono chiamati a sciogliere il nodo sin qui inestricabile attraverso le nuove indagini, decidendo se avanzare o meno con la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti dell’indagato, Andrea Sempio.
Il giovane, all’epoca dei fatti amico del fratello di Chiara, era già finito in passato sotto la lente degli investigatori per via di alcune tracce di DNA e di un presunto alibi, ma la sua posizione era stata allora archiviata. Questa nuova tranche d’inchiesta ora rappresenta l’estremo tentativo di verificare se vi siano responsabilità diverse da quelle che hanno portato alla condanna di Alberto Stasi.
Mentre la magistratura stringe i tempi su questo potenziale colpo di scena, la parabola umana e giudiziaria del protagonista storico del caso vive una svolta speculare. Lui, Stasi, fidanzato della vittima e condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione nel 2015, ha iniziato da qualche tempo a rivedere la libertà, usufruendo dei primi permessi premio previsti dall’ordinamento penitenziario per il reinserimento sociale. Un contrasto stridente: l’uomo condannato per l’omicidio sconta la sua pena e si riaffaccia al mondo esterno, e nel frattempo il sistema giudiziario cerca ancora di capire se i tasselli del mosaico siano davvero tutti al loro posto.
L’opinione pubblica continua a dividersi tra chi ha già individuato in Stasi il colpevole insostituibile e chi, dall’altro, si dice certo della colpevolezza di Sempio. La cronaca giudiziaria ci ha insegnato che la ricerca del colpevole perfetto spesso si scontra con la complessità del reale, lasciando l’opinione pubblica sospesa in un limbo di perenne incertezza e conflittualità.
Al di là delle perizie scientifiche, dei faldoni accumulati nei tribunali e dei destini incrociati dei protagonisti, rimane una certezza assoluta: la vita spezzata di una ragazza nel fiore degli anni, il cui ricordo esige rispetto e una parola definitiva che vada oltre i formalismi. Se la verità storica e quella giuridica faticheranno sempre ad incontrarsi e sovrapporsi, l’opinione pubblica continua ad interrogarsi su quella verità che sembra un miraggio.
Dentro questo labirinto di sentenze, indizi, opinioni e colpi di scena, il pensiero declina una riflessione che appare un’ineludibile certezza: l’assassino di Chiara Poggi, chiunque sia stato, forse riuscirà a sfuggire alla giustizia terrena, ma presto o tardi dovrà fare i conti con la propria coscienza.
C’è un mostro, non sappiamo quale sia la sua identità ma Chiara Poggi quel 13 agosto 2007 ha visto bene in faccia e guardato con i propri occhi la ferocia disumana del suo assassino, la viltà e la cattiveria di chi l’ha massacrata e uccisa senza pietà.
E allora i tribunali degli uomini possono commettere errori, le indagini possono arenarsi e i reati prescriversi, ma il peso di un simile segreto e di un crimine così efferato non conoscono assoluzioni né sconti di pena e nemmeno cavilli procedurali. Da quella cella interiore, invisibile ma opprimente, non si può scappare in eterno. Perché il tempo consuma i ricordi, ma non cancella il rimorso di chi sa e tace. Non attenua il macigno dell’orrore di chi ha strappato la vita in quel modo ignobile ad una ragazza di 26 anni. Al resto, prima o poi, ci penserà la giustizia divina.


