Carlo Gilistro, José Marano e poi Alessandro Di Leo. Ma non è finita qui. All’Assemblea Regionale Siciliana la fase finale della legislatura vive sul tema ormai dominante del cosiddetto “effetto La Vardera”. Da una parte c’è la maggioranza, lacerata dalle tensioni e che tira a campare in attesa di capire se sarà possibile trovare la quadra sul nome del prossimo candidato, che difficilmente sarà Renato Schifani. Dall’altra c’è un campo largo che “studia” le mosse per restare all’opposizione anche nei prossimi anni e non si appassiona all’idea di potersi giocare la conquista della Regione alle elezioni del 2027.
E poi c’è lui, Ismaele La Vardera, la cui discesa in campo faceva sorridere un anno fa, quando decise di uscire allo scoperto sulle sue mire di Presidenza. E adesso quel paradigma di sarcasmo politico pare essere definitivamente deflagrato perché le elezioni Amministrative dello scorso maggio, che dovevano essere la “tomba” del “fenomeno La Vardera” sono diventate, invece, il definitivo trampolino di lancio. Controcorrente vola nei sondaggi al 20% e La Vardera ora sembra destinato ad avere molta più convenienza per il suo progetto a restare distante dal campo largo che non a tirarselo appresso.
All’Ars si va verso una slavina perché i tre deputati transitati con Controcorrente sembrano soltanto la punta dell’iceberg. Non a caso lo stesso La Vardera ieri, in conferenza stampa, ha confermato che “altri parlamentari, anche nella maggioranza, sono pronti a sostenere il progetto di Controcorrente”. Il governo Schifani arranca, la nave procede a passo fiacco verso il finale di legislatura e i naviganti si guardano attorno con la consapevolezza che la prospettiva stavolta non è delle migliori.
Secondo alcune indiscrezioni, tra le possibili new entry in Controcorrente ce ne sarebbero già almeno due che potrebbero compiersi da qui a non molto. La Vardera intanto, ha ribadito in premessa l suo vademecum: “Chi vuole aderire con noi sa che non avrà garanzie e non troverà poltrone ad attenderlo. O crede nel nostro progetto per cambiare la Sicilia o può restare dov’è”.


