Nasce la Rete delle Bollicine Siciliane: un nuovo asset per l’enoturismo dell’Isola. Il debutto è già avvenuto a Realmonte il 13 luglio scorso, nell’ambito di “Sicilia in Bolle”, con il convegno “Bollicine Siciliane.
Dall’eccellenza enologica all’esperienza di un territorio”, promosso dall’IRVO insieme all’Associazione Italiana Sommelier Sicilia. L’obiettivo: costruire un’identità collettiva riconoscibile per gli spumanti siciliani e trasformarli in itinerari enoturistici che uniscano vino, cultura, paesaggio e gastronomia.
“La realtà delle bollicine siciliane ha ormai acquisito una propria identità” — ha dichiarato la commissaria straordinaria dell’IRVO, Giusi Mistretta. “Oggi è il momento di valorizzare questo patrimonio in maniera organica, costruendo un’immagine collettiva forte e riconoscibile”.
I numeri del comparto (Osservatorio IRVO 2025): 140 aziende produttrici, 330 etichette sul mercato, il 54% con Metodo Charmat e il 46% con Metodo Classico. La DOC Etna guida la crescita, passata dal 9,8% al 20,4% della produzione regionale dal 2018 al 2025. Dall’Etna al Val di Noto, da Pantelleria alla Valle dei Templi: le bollicine siciliane come porta d’accesso alla Sicilia più autentica.
L’obiettivo è quello di strutturare un’offerta turistica integrata e destagionalizzata, capace di attrarre consumatori e viaggiatori internazionali ad alto valore aggiunto. Attraverso la creazione di percorsi dedicati e la formazione specifica degli operatori locali, la Rete intende trasformare ogni cantina in un centro di narrazione culturale, dove la degustazione si fonde con la scoperta dei vitigni autoctoni — come il Nerello Mascalese, il Carricante o il Catarratto — e delle peculiarità geologiche dei diversi terroir isolani. L’investimento strategico punta così a generare un significativo impatto economico sull’indotto regionale, posizionando la Sicilia non più solo come terra di grandi vini rossi e bianchi fermi, ma come nuova ed autorevole frontiera dello spumante d’eccellenza nel Mediterraneo.


