TAORMINA – E’ scontro senza tregua tra il sindaco di Taormina, Cateno De Luca e l’ex vicesindaco Eugenio Raneri. Il botta e risposta prosegue. Raneri attacca e De Luca replica. Raneri va al contrattacco e adesso arriva un altro affondo di De Luca. Stavolta il sindaco si sofferma sulle vicende dell’ex pretura di Corso Umberto.
“Quando si diventa reo confessi… – scrive De Luca -. Raneri continua a cambiare argomento. Sull’ex Pretura farebbe bene a raccontare tutta la storia di una rapina a danno dei Taorminesi. Leggo l’ennesima replica di Eugenio Raneri e noto che, ancora una volta, evita accuratamente di entrare nel merito della questione che ho sollevato. Io ho parlato di immobili comunali non regolarizzati catastalmente e di adempimenti che il Comune avrebbe dovuto completare almeno 30 anni fa. Raneri risponde parlando dell’ex Pretura, degli inventari e delle proprie esperienze amministrative. Tradotto: nessuna smentita sui fatti e reo confesso anche sulle sue responsabilità”.
“Già che tira in ballo l’ex Pretura, però, sarebbe opportuno ricordare tutta la vicenda e non soltanto la parte che gli fa comodo. Le cronache dell’epoca raccontano infatti di un immobile che, ad un certo punto, risultò escluso dall’elenco dei beni inalienabili del Comune. Una circostanza che provocò un acceso dibattito pubblico e che fece emergere una situazione quantomeno singolare. Oggi Raneri prova a trasformare quella vicenda in una medaglia da appuntarsi al petto, ma dimentica di spiegare ai cittadini come sia stato possibile che un bene di quel valore sia stato regalato alla fondazione TaoArte Sicilia per costituire il fondo di dotazione che la Regione non ha integrato con un proprio bene. Forse sarebbe questo l’aspetto da chiarire: perché si è consentita una rapina del genere con la complicità ed il silenzio di tutti?”.
“Quanto agli inventari, nessuno ha mai sostenuto che non esistano. Il problema è un altro: gli inventari devono essere costantemente completi ed aggiornati e soprattutto devono corrispondere ad una situazione patrimoniale veritiera. Non lo dice Cateno De Luca, lo impongono le norme contabili e i rilievi formulati negli anni dagli organi di controllo come la Corte dei Conti”.
Poi De Luca aggiunge: “Per il resto, prendo atto delle dichiarazioni sul fatto che mi abbia votato in passato e che non intenda più farlo. È un suo diritto e me ne farò una ragione di ripensamento anche sulla mia eventuale ricandidatura a sindaco di Taormina. La verità è semplice: io ho posto una questione concreta supportata da verifiche degli uffici comunali. Raneri non l’ha smentita. Ha soltanto scelto di cambiare argomento. E quando si cambia argomento così insistentemente, spesso è perché sul merito si hanno pochi argomenti da spendere e si ha la coda di paglia”.


