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Elezioni a Taormina: De Luca punta su Lo Giudice candidato sindaco. “Confessione” al cerchio magico

TAORMINA – All’incombere dell’ora x per le Amministrative del 24 e 25 maggio in Sicilia, Cateno De Luca guarda già oltre e pensa in anticipo alle prossime scadenze elettorali. Non è un mistero che la “madre” di tutte le battaglie per il parlamentare sia quella delle Regionali e che tutto il resto debba essere considerato contorno politico a cascata. In quel contorno c’è anche e soprattutto Taormina, dove De Luca è sindaco dal 2023 e dovrebbe concludere il suo mandato nel 2028 ma bisogna vedere se lo farà a scadenza naturale o se invece, com’è possibile o probabile, porterà la città al voto in anticipo. Molto dipenderà dagli incastri con le elezioni Regionali e le Politiche del 2027, che vanno verso un altro election day ma non è ancora chiaro e deciso (a Roma) se l’appuntamento verrà fissato per maggio o – anche qui a chiusura naturale – nell’autunno del prossimo anno, a settembre.

Ad ogni modo De Luca punta a difendere il “feudo” politico di Taormina, dove sa che il “vento” politico che nel 2023 soffiava dalla sua parte, ora gira in direzione opposta. L’eventuale elezione a Giardini Naxos del “fedelissimo” Salvo Puccio aiuterebbe il politico di Fiumedinisi ma Taormina sarà comunque un’altra partita. De Luca ad oggi non ha intenzione di ricandidarsi, lo ha sempre detto e lo ha sempre fatto anche nelle precedenti esperienze di sindaco, ma in questo momento fa i conti con la difficoltà oggettiva a trovare il suo successore. E qui arriva la novità che appare decisamente interessante.

Stando ad alcune (fondate) indiscrezioni De Luca avrebbe valutato la situazione di Taormina in un recente confronto con i suoi “fedelissimi”. Ci riferiamo, ovviamente, al “cerchio magico” della zona ionica. In questo confronto che sarebbe avvenuto a Santa Teresa, l’attuale sindaco di Taormina avrebbe confessato, in sostanza, di “non vedere” all’orizzonte suoi “eredi” nella politica taorminese né quindi dentro l’Amministrazione. Se non è una bocciatura, una virgola ci manca. Almeno su questo pensiero non si può dare torto a De Luca, che si rende conto di una carenza oggettiva di figure spendibili che è sotto gli occhi di tutti. Identica d’altronde è la difficoltà, altrettanto enorme, che hanno sin qui i suoi oppositori taorminesi, che rimangono confusi su come immaginare di mettere in campo un’alternativa credibile di governo e sfogliano la margherita attorno a una serie di (auto) candidature deboli.

Tra le fila dell’attuale Amministrazione, in rampa di lancio – e lo avevamo detto in largo anticipo – per il dopo-De Luca c’era sino a poco tempo fa Jonathan Sferra, che aveva ormai un’autostrada davanti a sé per la candidatura e che continua ad avere la stima dell’attuale sindaco ma le cui chance di nomination sono poi crollate al tramonto del 2025.

La cosa più ovvia, anche la più giusta, sarebbe la candidatura di Massimo Brocato, che ha governato lui in questi anni Taormina nei vari periodi di assenza di De Luca. La tentazione inconfessabile nei pensieri di Brocato c’è, gli basterebbe farsi avanti per sbaragliare in 15 secondi la concorrenza e farsi “incoronare” da De Luca, ma il co-sindaco non ama i riflettori. Bisogna vedere quanta volontà avrà realmente il presidente della Patrimonio Taormina di fare un passo avanti, piuttosto che rimanere saldamente nella sua “comfort zone”: in cabina di regia e magari ad affiancare, di nuovo, il prescelto di turno.

Nel frattempo, a quanto risulta, prende quota l’idea (di vecchia data) di una candidatura a sindaco del “pretoriano” di De Luca: Danilo Lo Giudice, coordinatore regionale di Sud chiama Nord e sindaco in uscita da Santa Teresa di Riva, dove nella primavera del 2027 chiuderà il suo secondo mandato. Nei mesi scorsi l’Ars ha bocciato il ddl per il terzo mandato dei sindaci nei comuni fino a 15 mila abitanti, il che significa che ad oggi non c’è spazio per un’ulteriore ricandidatura di Lo Giudice nel suo comune.

De Luca riporterà all’Ars alle prossime elezioni il suo “figlioccio” politico, con una candidatura stavolta blindata (a differenza del 2022…) ma la sua intenzione è quella di continuare ad averlo come sindaco in un comune, perché lo sa che poi il potere è nei territori ed è stato sempre questo l’humus della strategia deluchiana. Non a caso era già emersa anche l’ipotesi di una candidatura a sindaco di Lo Giudice a Giardini Naxos, poi naufragata di fatto quando ci fu il Ciclone Harry, che rese impossibile un’uscita di scena anticipata del sindaco in carica da Santa Teresa, visti i gravi danni avvenuti in quel territorio.

Lo Giudice va in rampa di lancio per Taormina, non è una novità ma una conferma. De Luca lo vorrebbe come candidato e a questa soluzione ci pensa già da un bel pò di tempo.

Ci saranno almeno altri due candidati deluchiani che spingeranno per la sindacatura e lo faranno anche di “sponda” tramite Salvo Puccio. Resta in corsa il presidente del Consiglio Pinuccio Composto, e c’è pure un’altra figura a sorpresa che si è aggiunta e di cui parleremo a breve.

Ad oggi – va sottolineato -, non c’è una decisione definitiva di De Luca ma un forte orientamento e si sa che i “fedelissimi” (vedi Puccio a Giardini Naxos) hanno sempre una chance in più degli altri. La possibile candidatura di Lo Giudice a Taormina per adesso non verrà sdoganata, sarà negata o smentita, testata sotto traccia, anche se i segnali sono chiari. Nel frattempo De Luca ha già mandato in campo l’assessore Annalisa Miano, futura candidata a Santa Teresa ed intervenuta in questi giorni in alcuni comizi (a Messina e Barcellona). Una ragazza seria e preparata – va detto – che è destinata a fare strada.

Attenzione, tuttavia, sempre su Taormina perché poi si dà per scontato che De Luca non si ricandiderà. Lui stesso ha fatto sapere il 24 aprile scorso: “Con Taormina ho completato la mia esperienza nei palazzi municipali“. Al 99% De Luca non si riproporrà e si è stufato da un pezzo della sindacatura, perché i pensieri e le energie sono ormai tutte rivolte a Palermo. Oppure il mondo si capovolgerà. Rimane l’1% di possibilità che possa ripensarci. Il candidato di De Luca magari sarà De Luca stesso? Chissà. Tutto il perimetro di quell’1% di uno scenario alternativo ruoterà attorno alle Regionali, dove De Luca punta all’obiettivo massimo e farà il possibile e oltre l’impossibile per candidarsi alla Presidenza della Regione. Se poi non dovesse essere lui il prossimo Presidente, non si può escludere che De Luca prenda in considerazione l’idea di ribaltare i suoi piani. Di certo su Taormina, ha un mandato sino al 2028 e può decidere quando e se dimettersi prima, e fare le valutazioni per il dopo.

Su Taormina la telenovela si vedrà quando andrà in onda. Sarà importante, per tutti, essere realisti. Perché poi la storia è una cosa complessa: ha le sue fasi e la sua trama, i suoi protagonisti e i non protagonisti, dinamiche e congiunture astrali. Un conto è stata la corsa trionfale del sindaco (S)Cateno De Luca da Fiumedinisi a Taormina nel 2023, molto più complicata sarebbe la strada per il sindaco uscente di Santa Teresa di Riva. E’ di pura e netta evidenza che Taormina sia diventata in questi anni “terra di conquista” e destinazione miracolosa per tante figure provenienti dalla Valle d’Agrò e del Nisi, ma la vita è come un viaggio. E ogni viaggio ha sempre la sua andata e poi il ritorno.

E allora tutto è possibile, niente si è ancora compiuto. A Taormina il copione del domani è da scrivere. Vale per quel che accadrà in casa De Luca e vale allo stesso modo per quello che avverrà tra i suoi oppositori. Il tema non può essere la solita tarantella paesana dello scontro tra chi sta con De Luca e chi è contro De Luca, la vera sfida è capire se qualcuno avrà lo spessore, voglia e tempo da perdere, per provare a ricucire il rapporto ai minimi termini tra le Istituzioni e la comunità locale e per resuscitare il livello di una politica che da queste parti è ormai sprofondato da parecchi anni sotto la Fossa delle Marianne. Da qui non si scappa.

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