Siamo al giorno numero 56 della guerra in Ucraina, la situazione non migliora e sembra anzi volgere al peggio. La pace resta al momento un miraggio. E’ scaduto a mezzogiorno (le 13 italiane) l’ultimatum russo per le forze ucraine che stanno resistendo a Mariupol. Non risultano però segnali di resa da parte dei soldati di Kiev. Anche se la città portuale assediata è circondata dalle forze russe, non è ancora caduta. Sono ore drammatiche in cui nessuno sa quello che potrebbe accadere, soprattutto dopo l’appello lanciato dal comando delle truppe ucraine all’Occidente in cui si diceva a chiare lettere che i soldati ucraini asserragliati in un’acciaieria erano consapevoli che questi potrebbero essere i loro ultimi momenti di vita.
“Sanzioni, armi, adesione all’Unione Europea e fondi. Sono le cose di cui abbiamo davvero bisogno”, ribadisce il presidente dell’Ucraina, Volodymyr Zelensky, in una conferenza stampa a Kiev con il presidente del Consiglio europeo, Charles Michel. “I russi dicono che la palla è nel nostro campo ma non vedo nulla: per giocare a calcio serve la palla ma il Cremlino sta giocando da solo”, ha rimarcato Zelensky.
“Noi vogliamo la vittoria dell’Ucraina e siamo determinati a fare di tutto per sostenere Kiev. Saremo al fianco dell’Ucraina nel processo di ricostruzione”. Lo ha detto il presidente del Consiglio Ue, Charles Michel, nella sua conferenza stampa da Kiev. “Noi lottiamo per i valori fondanti dell’Ue e della democrazia. Sarà anche importante raccogliere le prove dei crimini commessi”, ha aggiunto.
La Russia intanto non si ferma e ha annunciato di aver testato con successo un nuovo missile balistico intercontinentale, il Sarmat, capace, secondo il ministero della
Difesa, di “penetrare ogni sistema di difesa missilistica esistente o futura”. Il presidente Vladimir Putin ha affermato che il nuovo missile darà garanzie di sicurezza alla Russia “contro le attuali minacce” e “farà riflettere coloro che stanno minacciando la Russia”.
Le forze russe organizzeranno a Mariupol una grande parata militare il 9 maggio, giorno in cui Mosca celebra l’anniversario della vittoria contro i nazisti nella Seconda guerra mondiale. Lo ha annunciato la vicesindaca nominata dai russi, Viktoria Kalachova, citata dalla Tass. “Avverrà senza alcun dubbio. La popolazione di Mariupol aspetta questo evento”, ha detto ai giornalisti, parlando della parata del “Reggimento Immortale”, come viene definita dai russi. Un’altra provocazione, l’ennesimo segnale che la guerra si avvia verso una resa dei conti senza esclusione di colpi e con un altro bagno di sangue, che vedrà cadere altri soldati e altri civili innocenti.


