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Garlasco, scarcerazione Stasi: spunta già una data

Alberto Stasi rivede “la luce” in fondo al tunnel del delitto di Garlasco. Dopo 10 anni di reclusione e una condanna definitiva che è arrivata per lui, come una mazzata, dopo due assoluzioni, il fidanzato di Chiara Poggi per l’opinione pubblica non è più il “mostro” che uccise la sua ragazza con lucidità, freddezza e spietata crudeltà. Ma soprattutto è la nuova indagine che pare in grado di smontare gli elementi di colpevolezza a carico di Stasi.

L’orario del delitto si scontra con la perizia sul suo computer e la posizione espressa dai consulenti informatici che collocano Stasi davanti al pc nel momento in cui sarebbe stato commesso l’omicidio di Chiara Poggi. Proprio l’orario, stando alle nuova valutazioni della Procura di Pavia, non sarebbe da collocarsi nei 23 minuti che sono diventati la “spada di Damocle” e poi la scure finale sul destino di Stasi.

E ora spunta anche la presenza di un nuovo indagato, Andrea Sempio, che rischia il rinvio a giudizio e la cui posizione si definirà nell’udienza del 18 dicembre prossimo. Nella giornata odierna è emersa l’anticipazione dei risultati della perizia condotta dalla genetista incaricata dal tribunale, che riterrebbe il Dna presente sulle unghie della vittima compatibile con l’aplotipo della linea paterna di Sempio.

E allora i legali di Alberto Stasi seguono con attenzione gli sviluppi del caso Garlasco e si apprestano a chiedere la revisione del processo ma prima ancora di una loro istanza, potrebbe essere la Procura di Pavia ad anticiparli. Potrebbero essere i pm a decidere di chiedere la revisione per la posizione di Alberto Stasi. Se così dovessero andare le cose, per Stasi si prospetterebbe la possibilità di lasciare il carcere nel 2026, forse già a gennaio o febbraio.

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