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Garlasco, il Dna “fatale”: ora il telecomando può salvare Sempio

Si complica la posizione di Andrea Sempio nel caso Garlasco. Secondo quanto anticipato dai quotidiani questa mattina sul caso Garlasco, l’aplotipo Y individuato sulle unghie di Chiara Poggi apparterrebbe a un gruppo familiare molto ristretto, riconducibile alla linea maschile del profilo biologico di Sempio.

Queste sarebbero le risultanze delle analisi effettuate dalla perita incaricata per le nuove indagini sul delitto di Chiara Poggi.

La nuova analisi biostatistica eseguita dalla genetista Denise Albani, esperta di polizia scientifica, potrebbero così aggravare la posizione di Sempio, indagato per omicidio in concorso. L’udienza del 18 dicembre deciderà se rinviare a giudizio il 37enne amico di Marco Poggi (fratello della vittima).

Nel frattempo la difesa di Sempio ritiene che quel Dna, se davvero appartiene a Sempio, sarebbe un materiale genetico da contaminazione e non da contatto diretto. In sostanza, per il pool difensivo dell’indagato, il ragazzo frequentava l’abitazione dei Poggi e avrebbe quindi toccato alcuni oggetti e così si sarebbe determinata la presenza del Dna nelle unghie della 26enne uccisa il 13 agosto 2007.

In particolare, si ipotizza che il Dna di Sempio possa essere finito su quelle unghie perché Sempio giocava alla playstation in casa Poggi e il telecomando era quello della tv. Da qui l’ipotesi che quello stesso telecomando possa essere stato toccato dalla vittima. Per questo i legali di Sempio ritengono che non si tratti di un “contatto diretto”.

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