GIARDINI NAXOS – Il comizio di Cateno De Luca di sabato scorso consegna due spunti di riflessione alla campagna elettorale per le elezioni 2026 a Giardini Naxos, competizione nella quale sino a questo momento il sindaco di Taormina si prende la scena e gli altri giocano a “nascondarello” e si danno battaglia assai più per perdere che per provare a vincere.
Il primo dato è che De Luca ha scelto di fare la sua partita con una strategia praticamente analoga a quella che si era vista a Taormina. E qui lo slogan che richiama l’accoppiata “Naxos-Taormina” pare calzare a pennello.
Partenza anticipata, progetto, programma, visione, comizi in serie, piattaforma, iscrizioni, lista anzi liste, quella A e quella B, qui forse anche C e D. Tutti concetti e passaggi già sperimentati e rodati nella narrazione deluchiana, che viene accompagnata dalle slide delle bellezza del territorio e delle cose che non vanno o sono in stato di abbandono. La differenza, ovviamente, è che in questo caso il candidato sindaco non sarà De Luca in prima persona ma un nome che sarà lui a pescare dal mazzo per rappresentarlo, tuttavia di questo aspetto (non secondario) ne parleremo nella seconda parte.
De Luca sceglie, insomma, di affidarsi alla tattica collaudata che lo aveva portato a stravincere le elezioni del 2023 a monte di Giardini Naxos, con la conquista “bulgara” della Perla dello Ionio e che aveva funzionato prima ancora in altri contesti, come Santa Teresa di Riva e per alcuni aspetti pure a Messina (pur con alcune inevitabili differenze perché lì il contesto territoriale era molto più grande di un capoluogo).
A Taormina il quadro era quello della comunità piombata addirittura nel dissesto e dove si ripresentava il sindaco in carica, qui il dissesto è stato evitato sul filo di lana e il sindaco attuale non si riproporrà ma i vari altri avversari per la sindacatura neanche si palesano all’orizzonte.
Se nel 2023 a Taormina c’erano da conquistare le frazioni come in primis la popolosa e determinante Trappitello, qui c’è da fare – un po’ più in miniatura – i conti con i quartieri, come ad esempio Calcarone, e poi Saja-Ortogrande, San Giovanni, Schisò-Recanati, Alcantara-Chianchitta-Pallio. Tutte zone che decideranno l’esito del voto a Giardini.
Ovviamente ha già fatto discutere l’idea della piattaforma che sarà attiva a partire dal 20 ottobre per tutti i residenti a Giardini Naxos, che avranno l’opportunità (se lo vorranno) di iscriversi al comitato elettorale alla modica cifra di 10 euro. Vengono, inoltre, invitati a farsi avanti e iscriversi coloro che vorranno rendersi disponibile alla candidatura al Consiglio comunale. Altra cosa interessante: chi si iscriverà alla piattaforma annunciata da De Luca, dovrà specificare se si è già tesserati ad un partito (ad esempio a Sud chiama Nord), o a nessuno.
De Luca punta sulla partecipazione popolare. A partire dalle liste che potrebbero togliere candidati e quindi voti agli avversari. Per esattezza la tattica è “una strategia di coinvolgimento popolare che va oltre”. E nel concetto di “oltre”, in effetti, ad allargare il raggio dell’analisi si potrebbe tenere conto del fatto che nel 2026 ci saranno le elezioni Amministrative a Giardini Naxos ma poi dopo, nel 2027, ci sarà soprattutto la “madre” di tutte le partite politiche per il leader di Sud chiama Nord: le elezioni Regionali. E lì bisognerà arrivarci preparati senza lasciare niente al caso. Compresa l’opportunità di avere una base individuata di sostenitori e simpatizzanti vari che nel frattempo si saranno iscritti alla piattaforma per il comitato a Naxos (anzi “Naxos-Taormina”) per la competizione locale giardinese e che potrebbero sostenere la causa del partito anche in quella successiva sfida ancora più importante. Si sa che De Luca, al netto degli errori in serie che ha inanellato negli ultimi due anni, le precedenti campagne elettorali non le aveva quasi mai sbagliate.
Infine, il secondo elemento di riflessione, che richiama l’unica vera differenza rispetto al revival deluchiano a Naxos della strategia elettorale già proposta a Taormina. De Luca sta guidando la campagna elettorale per la “presa” di Naxos, avendo piena e inconfessabile consapevolezza che, come detto, il candidato non è lui e non ha un candidato che possa bastare da solo per vincere una partita, per quanto agevole potrebbe diventare la sfida. Può contare sulla possibilità di “soffiare” sul vento del malcontento confezionato dalla politica locale a Giardini Naxos (come e peggio di Taormina), ma sa pure che deve indovinare il candidato sindaco, per non rischiare di perdere l’inerzia della competizione, con tutti gli annessi e connessi poi da qui al voto. Perché alla fine della fiera la gente voterà (o non voterà) la persona, il candidato.
Dall’idea del “fedelissimo” Salvo Puccio, che sarebbe comunque un candidato del luogo, all’eventualità di “traghettare” da Santa Teresa l’altro “fedelissimo” Danilo Lo Giudice, sino alle varie altre possibili candidature locali, tutte le ipotesi sul tavolo hanno dei pro e dei contro. Non c’è una candidatura che convince al 100% De Luca, anche se in verità c’è pure un’altra idea (locale) in particolare, una tentazione a sorpresa che si sta facendo largo. Non c’è una candidatura scevra da punti di debolezza. Il prescelto andrà guidato e verrà “telecomandato” dal capintesta verso la meta perché De Luca è atteso al varco da più parti e sa che non può sbagliare la mossa. Giardini è una tappa importante se non cruciale per rimettersi in carreggiata, invertire la rotta e la tendenza al ribasso, rispetto alle batoste di Monza e delle Europee e ai deludenti risultati delle Regionali a cui ScN ha partecipato oltre lo Stretto.
In realtà, De Luca l’identikit del suo candidato sindaco per Giardini Naxos l’ha già tracciato sabato sera nel suo comizio e ad ascoltare quella traccia mancherebbe solo il codice fiscale per realizzare a chi si riferisse. Rimane un pò di tempo per sciogliere la riserva in via definitiva, da qui al 6 gennaio, sulla tattica delle liste (a Taormina erano state due, come si ricorderà…) e sul prescelto che dovrà interpretare la “novità”, il “cambiamento”, la riedizione della “marcia in più” e chi più ne ha più ne metta. Anche se, ad onore del vero, rispetto all’invisibile che si registra sinora dall’altra parte, De Luca può permettersi (ad oggi) di preparare in cavalleria la “presa” di Naxos. Con il sigaro sul divano e senza troppi patemi. Gli avversari “lavorano” per lui.
Ah già, un’ultima rimembranza del comizio di sabato scorso: De Luca ha evocato le “sedute spiritiche”, irridendo la politica giardinese e provocandola, con un chiaro monito anche ai suoi possibili alleati e/o compagni di viaggio: “Le sapete quelle sedute spiritiche del “…Chi c’è pi mia…”?“. “…Un ca**o, che c’è…?”, risponde e avvisa De Luca stesso. Oltre il Gran Ducato, per dirla in belgradese,“na trigghia”. Ed è una verità in purezza.


