Testimonianza choc dell’ex ciclista Bjarne Riis, vincitore del Tour de France 1996. “Ero strafatto di Epo, fino al midollo. Ma non me ne vergogno, a quei tempi si faceva così”. Lo ha ammesso Riis che così ha svelato la verità e dunque il “trucco” che si celava dietro l’impresa a suo tempo compiuta, quasi 30 anni fa, a Hautacam. “Lo squalo” danese, ribattezzato “Monsieur 60%” per i valori di ematocrito (percentuale di volume sanguigno occupata dalla parte corpuscolata, cioè solida del sangue), raggiunti in gara. L’allora capitano della Deutsche Telekom riuscì a percorrere i 17,3 km (pendenza media al 6,8% e dislivello di 1.170 metri) francesi in 34’40”, esprimendo una potenza media di 480 watt. Numeri spaventosi che ora trovano una spiegazione chiara e inequivocabile.
“Ero completamente dopato e sapevo perfettamente quello che facevo – ha raccontato Riis -. Ero strafatto fino al midollo, ma non ho rimpianti perché faceva parte di quel periodo e di un sistema che tutti noi avevamo accettato silenziosamente”. L’ex corridore della Telekom vinse a sorpresa il Tour de Force, detronizzando Miguel Indurain che veniva accreditato dei favori del pronostico per la conquista del sesto successo consecutivo al Tour de France. Riis si era anche dichiarato disponibile a restituire la maglia gialla ma incredibilmente l’UCI ritenne l’infrazione in prescrizione.
Il 25 maggio 2007, in una conferenza stampa, Riis ammise, seguendo l’esempio di altri suoi ex compagni di squadra quali Aldag e Zabel, di aver fatto uso di doping durante la sua carriera, precisamente tra il 1993 e il 1998, assumendo EPO, cortisone e somatotropina. Ma il 4 luglio 2008, proprio alla vigilia del Tour de France 2008, l’organizzazione della Grande Boucle riattribuì a Riis la vittoria del 1996 poiché, essendo passati più di dieci anni al momento della confessione, il reato, come detto, era ormai prescritto.
La conferma della vittoria di quel Tour de France al ciclista nativo di Herning, allora 32enne ha scatenato non poche polemiche, anche per il ben diverso trattamento inflitto a Marco Pantani, che è poi andato incontro ad un tragico destino. Pantani venne “cacciato” dal Giro d’Italia, nel 1999, in circostanze poche chiare, con il valore di ematocrito rilevato al romagnolo che era del 51,8%. Riis andò a vincere il Tour de France nel 1996 con ematocrito al 60%, trionfando a Parigi senza che nessuno gli abbia imposto alcuno stop. Decisamente due pesi e due misure.


