“L’ipotesi di una candidatura di Galvagno a presidente, con Sud chiama Nord nella coalizione, è una ipotesi possibile. Ci auguriamo comunque che il prossimo governo regionale possa vederci al suo interno, con la nostra capacità di amministrazione”. A dirlo è il coordinatore di Sud chiama Nord in Sicilia Danilo Lo Giudice, secondo quanto riporta l’edizione palermitana del quotidiano ‘La Repubblica’.
“Io e lui – sottolinea Lo Giudice riferendosi al presidente dell’Ars – abbiamo condiviso una breve esperienza nell’Mpa”.
Il diretto interessato, Galvagno, ha allontanato questa ipotesi e d’altronde è ben comprensibile che non abbia nessuna intenzione di uscire allo scoperto e di rischiare così di bruciare una sua eventuale corsa alla presidenza. “Per quanto sia lusingato dall’amico Danilo Lo Giudice, Schifani sta lavorando più che bene – ha detto il presidente dell’Ars Gaetano Galvagno – ed è il naturale candidato a succedere a se stesso. È spesso valsa la regola secondo cui il presidente della Regione uscente è il naturale ricandidato. A maggior ragione questo principio vale per il presidente Schifani, che sta svolgendo un ottimo lavoro e al quale mi lega non soltanto un rapporto politico, ma anche di leale amicizia. I risultati – ha aggiunto Galvagno – sono sotto gli occhi di tutti: il Pil è in crescita, le entrate fiscali aumentano, la credibilità finanziaria della Regione migliora secondo le valutazioni delle agenzie di rating e l’occupazione continua a crescere. Proseguire su questa strada è nell’interesse della Sicilia”.
Ad ogni modo Lo Giudice conferma la previsione fatta con largo anticipo da TN24 il 28 settembre 2024 sullo scenario politico in casa De Luca, che si sarebbe probabilmente delineato in vista del futuro e quindi delle Regionali 2027. In quel momento, va detto, non c’era stata ancora la pax a sorpresa tra De Luca e Schifani, avvenuta un mese più tardi. E sempre al tramonto del 2024 si è registrata una significativa accelerata verso il ritorno di De Luca nel centrodestra. Ma la prospettiva per il movimento di De Luca era e rimane quella di puntare su due scenari prima di qualsiasi altro: tentare ancora di trovare i margini di manovra per rilanciare una candidatura alla presidenza della Regione di Cateno De Luca o altrimenti virare sul “piano B”, con la disponibilità ad appoggiare il meloniano Gaetano Galvagno. Il presidente dell’Ars è un amico di vecchia data di Lo Giudice e ha la stima di De Luca, che lo reputa un volto su cui poter puntare nell’ottica di una new era della politica siciliana. Il presidente dell’Ars ha fatto da intermediario per scongelare i rapporti tra De Luca e Schifani, organizzando lui l’incontro del 30 ottobre scorso tra i due, rendendosi inoltre disponibile con De Luca per i contatti romani con i vertici di Fratelli d’Italia, per intendersi con Arianna Meloni.
Ovviamente occorre ricordare che, nel frattempo, De Luca si è dimesso dalla segreteria nazionale di Sud chiama Nord, di cui però rimane capogruppo all’Ars. Ma, al netto di un’uscita di scena formale sancita nella convention di Palermo, Cateno De Luca rimane figura imprescindibile per Sud chiama Nord, il mentore, l’anima e la guida del movimento. Si sta muovendo per una nuova cosa (“Ti amo Sicilia”), ma De Luca non perde di vista Sud chiama Nord. Non la abbandona nemmeno per un istante.
De Luca è uscito dall’isolamento politico (anche) attraverso l’asse con Schifani e tuttavia lo sa che la strada verso la candidatura bis di Renato Schifani alla presidenza della Regione non sarà in discesa come oggi sembra e sarà, anzi, caratterizzata dagli stessi ostacoli che a suo tempo ha già trovato sulla sua strada Nello Musumeci. Si vedrà se il finale sarà lo stesso o se Schifani riuscirà ad ottenere il via libera di tutti i suoi alleati. Se poi dovesse saltare l’accordo sulla riconferma di Schifani, De Luca sarà lì e vuole farsi trovare pronto a giocare la sua partita politica. Puntare su Galvagno è più di un’idea. E se, invece, dovesse spuntarla Forza Italia rispetto a Fratelli d’Italia per la presidenza, anche lì il sindaco di Taormina si è già mosso da tempo per ulteriori convergenze e non direbbe no ad una eventuale nomination azzurra, ad esempio, di Marco Falcone. Non a caso, l’europarlamentare ha già aperto al ritorno di De Luca nel centrodestra. Sinergie e incroci politici che cominciano a comporre il mosaico politico delle future elezioni Regionali.


