TAORMINA – Il Ferragosto 2024 a Taormina sembra il manifesto perfetto della stagione politica e amministrativa che vive la città. Il sindaco Cateno De Luca si è ripreso la scena a suon di blitz, post, inaugurazioni, sortite e scorribande varie, mentre i suoi avversari si sono squagliati sotto il sole. Oppositori non pervenuti, o forse è meglio dire completamente inesistenti.
Come si sa, De Luca, dopo il successo plebiscitario alle urne delle Comunali 2023, a Taormina si era reso protagonista di un’estate in prima linea al palazzo municipale, tra blitz, provvedimenti che hanno cancellato una lunga serie di precedenti atti amministrativi e varie iniziative che avevano riscosso il gradimento degli elettori che lo avevano votato sull’onda della parola d’ordine “cambiamento”. Poi da settembre in poi De Luca si è allontanato dalle vicende taorminesi, si è dedicato alla campagna elettorale per le suppletive del Senato, a Monza, finita male e si è concentrato poi sull’altra campagna elettorale per le Europee, finita in modo altrettanto deludente. E a Taormina, nell’arco di un anno esatto, il primo cittadino così è passato dal 65% delle Comunali 2023 al 37% delle Europee 2024. Gli elettori si sono incazzati, tanti delusi hanno cambiato idea e, al netto dell’astensionismo, i numeri non mentono mai.
Al tramonto della recente primavera c’erano stati rigurgiti illusori di risveglio da parte delle varie frange cittadine di opposizione, tra festeggiamenti con lo spumante e comunicati goderecci. Qualcuno si era già professato “nuova maggioranza in città”, altri si sono (ri)messi le stellette e le medaglie, altri hanno riscoperto l’orgasmo precoce dell’autocandidatura a sindaco per le future elezioni comunali, quando De Luca saluterà e si riproporrà per la corsa alle Regionali.
Ad ogni modo, le Europee potevano rappresentare un momento di ripartenza per gli anti-De Luca o presunti tali, e invece quell’eco di rivalsa si è già spento, annegato nella incapacità di cavalcare malcontento e delusione. E’ emersa una volta di più la pochezza dell’attuale quadro di quelli che in teoria dovrebbero detronizzare la compagine del sindaco ma rischiano di avviarsi con largo anticipo verso una batosta bis. Non a caso qualche personalità politica locale, saggiamente, comincia a pensare che sia meglio starsene a casa e tenersi lontano dalla contesa, anziché aderire a qualche futura aggregazione fallimentare.
E allora, al di là dei soliti vagiti social, la politica a Taormina si conferma alla canna del gas. Ad oggi rimangono tangibili e indiscutibili le macerie delle elezioni Comunali e non si intravede nessuna figura all’orizzonte in grado di rappresentare un’alternativa politica credibile agli occhi della gente. De Luca è tornato, con l’inconfondibile prossemica cateniana dell’uno contro tutti che aveva spinto i taorminesi a consegnargli a furore di popolo le chiavi della città. E fa una certa impressione la pochezza assoluta che c’è dall’altra parte.
Il sindaco è tornato a danzare sulle ceneri della politica taorminese, riecco i blitz nelle spiagge e sui rifiuti, con altre varianti sul tema, e dall’altra parte c’è il nulla cosmico. Taormina riavvolge il nastro ed è come l’estate di un anno fa. A dispetto delle difficoltà del suo movimento che sul piano regionale continua a perdere pezzi e dovrà trovare nuova linfa per avere una prospettiva, De Luca a Taormina monopolizza di nuovo la scena, con irrisoria facilità è tornato e si diverte incontrastato. Gigioneggia e rispolvera frusta e cesoia, dà la caccia agli zozzoni e agli attendati. L’imperatore di Fiumedinisi fa la coreografia e gli alleati la ballano al seguito, mentre i contestatori si intossicano su Facebook e non sanno andare oltre, inchiodati all’incapacità di riorganizzarsi. Chi è in grado di contrastare De Luca ad oggi a Taormina? Boh. D’altronde – lo abbiamo già detto – la caratura, la leadership e l’appeal agli occhi degli elettori, non si inventa e non la si compra al supermercato.
Chissà cosa accadrà a settembre e se De Luca stavolta rimarrà al palazzo municipale o si riconcentrerà anche stavolta su altre sfide come ha fatto l’anno scorso. Si vedrà. Intanto il vuoto cosmico che c’è tra le fila degli anti-De Luca tauromeniti, è una polizza per chi governa oggi, un dato di fatto schiacciante che sembra destinato a lasciare la città tra le mani dello “sceriffo” Scateno ancora per molto tempo.
De Luca imperversa e catalizza l’attenzione, martella e bombarda per riguadagnare terreno. C’è chi è dalla sua parte, chi non lo è mai stato e chi lo era ma non lo è più. E poi c’è la “terra di mezzo”, la prateria degli eterni suscettibili, e non è molto difficile immaginare di questo passo dove potrà portare questo scenario. La volubilità del taorminese è scolpita nella storia, De Luca lo sa e lì si sta incuneando di nuovo.
Ora è tempo di Ferragosto, Taormina avvolge il nastro e sotto l’ombrellone ricomincia il gioco dell’oca. Un anno dopo tutto è cambiato eppure sembra che non sia cambiato niente. “Uscite, siete circondatevi, arrendetevi”. Si scrive De Luca, si legge one man show.


