TAORMINA – Il calendario va avanti e il tempo si allunga sempre di più come una lama per la Cardiochirurgia pediatrica di Taormina. Il reparto gestito dal Bambino Gesù di Roma resta al momento operativo in virtù della proroga in atto tra l’ospedale pediatrico romano e la Regione Siciliana, che scadrà il 31 gennaio 2024. E dal 1 febbraio 2024 cosa accadrà? Al momento non esiste niente di più delle solite promesse all’italiana. “Non chiuderà”, “lo salveremo”, ma di concreto non c’è nulla, zero atti che vadano nella direzione della tanto agognata conferma del centro specialistico che ha salvato in questi anni la vita a tanti bambini.
Da Roma a Palermo, la politica ha i suoi tempi, se la prende comoda, segue le sue priorità e soprattutto va per la sua strada. I bambini e le famiglie possono attendere. Ed è un dato di fatto che mette i brividi a pensarlo, prima ancora che a scriverlo. Bisognerebbe chiedere ai politici quanto valga secondo loro la vita di un bambino.
L’interrogazione del parlamentare dei Cinque Stelle, Antonio De Luca, con relativa richiesta di atti ha fatto emergere che ad ora non esisterebbero documenti di richiesta da parte della Regione Siciliana al Ministero della Salute per la conferma del Ccpm. Perlomeno, nell’accesso agli atti fatti da De Luca, non sono emersi e non sono stati consegnati documenti che vanno in questa direzione. Anzi un atto esiste ed è quello con il quale la scorsa primavera la Regione prevedeva la chiusura già nel luglio 2023 del reparto di Taormina, lasciando a quel punto in attività soltanto il reparto da poco attivato al Civico di Palermo. Quel tentativo di chiusura, come si sa, venne poi scongiurato dall’ennesima levata popolare di scudi e dalla firma di un’altra proroga.
A questo punto mancano poco più di 100 giorni. Il 31 gennaio si avvicina e incombe come una spada di Damocle, destino del Ccpm Taormina corre sul filo del rasoio, è appeso sempre più ad un filo proprio come la sorte adesso di tutto l’ospedale San Vincenzo.


