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Voli a rischio? Assaeroporti: “Il carburante non sta finendo, in Italia nessun allarme”

I voli in Italia rischiano davvero lo stop come si teme per la situazione in atto nello Stretto di Hormuz? Sulla questione ha fatto chiarezza in una intervista al programma Rai “XXI secolo”, Valentina Menin, Direttore Generale Assaeroporti.

“Il carburante non sta finendo – ha dichiarato Menin -. Facciamo chiarezza. Le tre settimane di cui si parla non si riferiscono a nessuno dei Paesi in cui c’è un grande mercato dell’aviazione e quindi non si parla dell’Italia. La finalità della lettera scritta alle Istituzioni Europee era per richiamare l’attenzione dell’Europa su una priorità ma appare in modo strutturato e completo quella che è la disponibilità di jet fuel a livello europeo”.

“In Italia la situazione non presenta nessun allarme. La disponibilità di carburante stoccata nei depositi degli aeroporti è in linea con quella dello stesso periodo dello scorso anno. Siamo coperti per tutto il mese di aprile e di maggio. Ma questo non significa che dal 1 giugno non ci sarà jet fuel. Una piccola percentuale, pari al 10%, dei consumi di jet fuel proviene dallo Stretto di Hormuz. Altri Paesi Europei dipendono in maniera molto più pesante dagli Stati del Golfo”.

Menin rassicura sul quadro attuale ma avverte sullo scenario all’orizzonte, se il conflitto dovesse protrarsi anche nei prossimi mesi: “O le navi passano a singhiozzo, e quindi con la produzione nazionale, con le importazioni e la possibilità di valutare delle scelte alternative, riusciremo in quel modo a gestire anche il trasporto aereo. Se le navi, invece, non dovessero più passare, sarebbe un problema generalizzato. Se non passano più da qui a giugno, non avremmo più il pane e il latte che arriva a casa”.

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