Vladimir Putin non molla la presa sull’Ucraina e lancia nuove inquietanti minacce che confermano le intenzioni poco rassicuranti del presidente russo, in preda ad un delirio che nessuno sa sino a che punto davvero si spingerà. Vladimiro il matto parla di “purificazione”, termine che riporta alle teorie di Adolf Hitler e c’è da sperare che la follia del Capo del Cremlino venga arginata al più presto.
L’operazione in Ucraina porterà alla luce i “traditori” all’interno della Russia, minaccia il Cremlino, dichiarando l’intenzione di “purificare” la società russa. “In queste situazioni, molte persone si mostrano come traditori”, ha detto il portavoce di Putin, Dmitry Peskov. “Svaniscono dalle nostre vite da soli. Alcuni lasciano i loro posti, altri lasciano il Paese. È così che sta avvenendo la purificazione”, ha detto Peskov aggiungendo tuttavia che la “stragrande maggioranza” dei russi sostiene Putin.
Al momento l’esercito russo sarebbe in una fase di stallo ma non è detto che non si tratti di una strategia. L’esercito russo ha coperto una distanza maggiore in queste prime settimane di guerra rispetto all’esercito americano durante la guerra in Iraq del 2003, stando a quanto rilevato dagli osservatori internazionali. E nonostante le perdite subite, resta di gran lunga più numeroso dell’esercito ucraino. Un fattore che non può passare in secondo piano e rende l’idea sul pericolo di un’escalation del conflitto e sul rischio che lo scontro possa incattivirsi con altro spargimento di sangue tra i civili.
L’Europa ha l’impressione che la Russia potrebbe presto cedere e forse accettare un compromesso nei negoziati con il governo ucraino ma c’è anche chi pensa che Mosca si stia muovendo verso il suo Piano B”, ossia l’assalto finale per dividere l’Ucraina in due. Putin sta alzando il prezzo per arrivare alla pace e lo sta facendo con il sangue dei civili per mettere paura e pressione alla comunità internazionale e agli Stati “nemici”, cioè all’Occidente.
Bisogna anche pensare che in alcune zone come Kharkiv, una città di oltre un milione di persone, i quartieri sono sempre più incessantemente sottoposti ai bombardamenti, e vengono colpiti i civili. Gli attacchi vengono estesi alle infrastrutture. Le vittime stanno aumentando e la sofferenza della popolazione sta diventando atroce. Una ferita a carne aperta nel cuore di un’Europa che non si sveglia e non trova una soluzione per mettere subito fine al conflitto.


