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PARATA DI PUTIN: CITA IL SANTO DEL NUCLEARE E LA TV RUSSA TOGLIE L’AUDIO (VIDEO)

Mentre in Ucraina prosegue la guerra e i civili sono sotto le bombe, Vladimir Putin continua la sua strategia della tensione. Lo stadio Luzhniki di Mosca si è riempito per una manifestazione pro-Cremlino per celebrare l’ottavo anniversario dell’annessione della Crimea alla Russia. Lo testimoniano alcuni video postati sui social e riportati dai media internazionali. Secondo alcuni tweet la gran parte di chi partecipa è stato pagato per assistere alla parata putiniana. Fatto che nell’occasione il presidente russo non si è lasciato scappare l’occasione di intervenire e arringare la folla.

“Abbiamo iniziato la nostra missione in Ucraina per evitare il genocidio nel Donbass”, ha detto il leader del Cremlino. “Attueremo tutti i nostri piani”, ha aggiunto.

“Abbiamo risollevato la Crimea dal degrado, dall’abbandono in cui versava, specialmente la città di Sebastopoli, quando appartenevano a un altro Stato. E abbiamo fatto risorgere questi territori”, queste le parole di Putin.

Un particolare inquietante: Putin arringando la folla ha detto che “per pura coincidenza, l’inizio dell’operazione è avvenuto nel giorno del compleanno del patrono Ushakov”, cioè il santo patrono dei bombardieri nucleari. In quel preciso momento la sua voce è sparita ed è stata tagliata dalla Tv di Stato. Sullo schermo sono ricomparse le immagini del gruppo musicale del cantante Oleg Gazmanov che si era esibito subito prima cantando musica patriottica. Il portavoce Peskov dirà poco: “Si è trattato di un guasto tecnico”.

L’episodio ha dato vita ad un giallo che ha rapidamente fatto il giro del mondo. Qualcuno l’ha considerata una gaffe della tv russa ma risuona l’eco di una domanda: il discorso di Putin era pre-registrato, si tratta di un clamoroso sbaglio di regia o di un taglio per occultare una frase che “anticipa” i piani dello Zar?

Putin parla di nucleare e c’è chi ritiene, in termini concreti, che potrebbe ricorrere alla minaccia nucleare se la guerra in Ucraina si trascinerà ancora a lunga. E’ l’ultima valutazione della Defense Intelligence Agency (Dia), l’agenzia d’intelligence del Pentagono. “Poiché questa guerra e le sue conseguenze diminuiscono lentamente la forza convenzionale della Russia” Mosca “probabilmente farà progressivamente affidamento sul suo deterrente nucleare per proiettare forza sul suo pubblico domestico e all’estero”, has piegato il tenente generale Scott Berrier, capo della Dia, in una audizione parlamentare, come riferisce la Bloomberg.

“Una protratta occupazione diparti del territorio ucraino minaccia di indebolire l’esercito russo e di ridurre il suo arsenale di armi modernizzato mentre le conseguenti sanzioni economiche potrebbero causare una prolungata depressione economica e uno stato di isolamento diplomatico”, ha spiegato l’alto ufficiale. La combinazione della resistenza ucraina e delle sanzioni economiche minaccerà “la capacità della Russia di produrre munizioni a guida di precisione», ha proseguito Berrier.

Nello stesso momento in cui Putin parlava a Mosca era in corso una telefonata tra il presidente degli Stati Uniti, Joe Biden, e quello della Cina, Xi Jinping, con le parti a parlare di pace e di un copione che, però, al netto delle buone intenzioni, al momento rimane decisamente incompiuto perché la guerra e l’orrore in Ucraina vanno avanti. Gli Stati Uniti si dono detti pronti a ritorsioni nel caso in cui Pechino dovesse sostenere attivamente la Russia in Ucraina e Biden chiarisce che “la Cina si assumerà la responsabilità di qualsiasi azione intrapresa per sostenere l’aggressione russa”. Pechino promette agli americani di muoversi per la pace ma tiene stretti i ponti con Mosca. In questa rete intricata di telefonate, vertici e negoziati vari la svolta appare ancora lontana.

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