Il Generale Roberto Vannacci esce allo scoperto e svela il vero piano politico del suo nuovo partito Futuro Nazionale. L’indizio è arrivato ieri.
Sì alla fiducia – voto che di fatto fa passare il decreto di invio di armi e aiuti all’Ucraina – no, invece, agli articoli del testo. È questa la scelta, che ha fatto Vannacci con i parlamentari del Generale alla Camera. La pattuglia a Montecitorio è composta da Rossano Sasso, Edoardo Ziello ed Emanuele Pozzolo, e dopo la proposta di emendamento soppressivo del decreto fatta lunedì scorso si è pronunciata in una maniera significativa.
“Voteremo a favore della fiducia perché questo voto non è nel merito del provvedimento sul quale rimaniamo contrari, ma serve per delimitare un perimetro politico funzionale a permettere ai partiti di scegliere dove collocarsi e un partito di Destra come Futuro Nazionale sa bene dove stare. Non siamo uno strumento della sinistra che vuole destabilizzare la Nazione, a differenza di quanto viene sostenuto da alcuni e lo dimostriamo nei fatti”. Queste le parole di Vannacci.
In sostanza, Vannacci si è smarcato dalla Lega per puntare al voto di quella parte di destra estrema che non si riconosce più nella Lega e nemmeno in Fratelli d’Italia. Nel mirino ci sono i delusi e anche gli astensionisti. Ed è lì che l’ex vicesegretario della Lega vuole attingere ma senza smarcarsi dalla coalizione di governo, perché sa che rischierebbe di finire in un limbo senza prospettive.
Vannacci punta a rimanere nel perimetro della coalizione di centrodestra. Non è un caso che sul “divorzio” tra Vannacci e la Lega non ci sia stato nessun commento di Giorgia Meloni. La Premier conosce questa strategia ed è possibile o probabile che sarà lei stessa a trattare un’intesa con Vannacci, senza rinunciare a quei voti che Futuro Nazionale andrà ad intercettare. Con buona pace di Matteo Salvini e di Antonio Tajani.


