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Turismo, Schuler (Albergatori Taormina): “Non sono aumentati gli arrivi, sono diminuiti gli evasori”

“Il Viminale, elaborando i dati sugli arrivi, rileva un aumento dei turisti, ma la percezione delle imprese è diversa: nella gran parte delle località si rilevano presenze in calo o tutt’al più stazionarie. La nostra sensazione è che il trend segnalato dal Ministero dell’Interno sia in buona parte attribuibile all’emersione dei tanti abusivi ed evasori che sono stati finalmente stanati” con l’introduzione del Codice identificativo nazionale”. Così Federalberghi ha commentato i dati sul turismo in Italia prodotti dal Viminale che ha riferito di un aumento di turisti del 9.3% ad agosto rispetto al 2024.

Secondo Federalberghi, in sostanza, si continuerebbe a parlare di arrivi e non di presenze (numero di pernottamenti), con una interpretazione fuorviante della situazione.

Sulla questione abbiamo chiesto una valutazione al presidente dell’Associazione Albergatori Taormina, Gerardo Schuler.

“Il Viminale – spiega Schuler a TN24 – ha appena diffuso dati in crescita, a livello nazionale, sul numero di arrivi del +9,3% nei primi 18 giorni di agosto, diverse testate lo hanno tradotto in “aumento dei turisti”. Questi dati andrebbero innanzitutto depurati dall’aumento di arrivi a seguito dell’introduzione del CIN (Codice Identificativo Nazionale) avvenuta quest’anno. Impressione diffusa è che non sono aumentati gli arrivi ma che ci sono evasori in meno, una realtà comunque, sicuramente positiva. Continuare però a parlare di arrivi e non di presenze (numero di pernottamenti) rimane semplicemente fuorviante. A livello nazionale la permanenza media sembra accorciarsi un po dappertutto”.

Andando sul concreto, applicando i numeri storici e reali di Taormina di soggiorni medi di 3 pernottamenti, se questi dovessero scendere, per esempio, dalla media di 3,0 a 2,5 pernottamenti (e questo pericolo è abbastanza reale), un aumento di arrivi del 10% corrisponderebbe a un calo di presenze dell’8%. E anche i fatturati scenderebbero dell’8%. E per le aziende ricettive un calo dell’8% di presenze e fatturati, corrisponderebbe a un calo degli utili di oltre il 10% perché avranno semplicemente più spese per produrre le stesse presenze. Quindi arrivi +10% con utili di oltre il meno 10%”.

“Queste considerazioni dimostrano che continuare a parlare di numero di arrivi rimane sviante, significa indicare un solo aspetto, statisticamente indicativo ma sostanzialmente meno rilevante. Molto più concreto è incrociare il numero delle presenze/numero dei pernottamenti con la capacità di spesa dei nostri ospiti. Anche gli analisti di Oxford sconsigliano il metodo “fudda e malavinnita”.

“Dato positivo – conclude Schuler – è che il nuovo software comunale TouristPay di Taormina ci dà delle presenze in leggera crescita e questo dato è sicuramente tranquillizzante. Anche i prossimi 2 mesi di settembre e ottobre sono previsti in leggera crescita, quindi ci aspettiamo un rassicurante consolidamento delle presenze su Taormina”.

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