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Turismo e abusivismo: il parere degli Albergatori di Taormina sulla procedura CIR

Gerardo Schuler, presidente dell'Associazione Albergatori Taormina con il vicepresidente di AAT, Marcello Spartà

TAORMINA – Il Comune di Taormina ha reso nota in questi giorni la previsione di “procedure più semplici per i gestori, i titolari e i legali rappresentanti di alloggi per uso turistico a Taormina che dovranno richiedere il Codice identificativo regionale (Cir) entro il prossimo 31 ottobre”. La casa municipale intende attrezzarsi per ottemperare alla recente proroga disposta dalla Regione Siciliana rispetto alla scadenza del 30 settembre scorso su una questione che chiama in causa l’esigenza ineludibile di una stretta nella lotta al fenomeno dell’abusivismo che da tempo affligge il settore extralberghiero. Si potrà così utilizzare il modulo per il rilascio del Codice Identificativo Comunale (disponibile sul sito internet del Comune nella sezione Imposta di soggiorno) e, una volta ottenuto il numero di protocollo, effettuare la procedura telematica di registrazione sulla piattaforma dell’Osservatorio Turistico Regionale per il rilascio del Cir.

Il Cir, ricordiamo, è richiesto a tutte le strutture ricettive (ex legge regionale 27/96) compresi gli agriturismo, gli alberghi diffusi, i condhotel e i marina resort, ma anche agli alloggi per uso turistico in affitto per brevi periodi (inferiori a 30 giorni), comprese le “case vacanza”. Con questa misura prevista dalla Regione si dovrebbe garantire (così almeno si spera) “un’offerta turistica trasparente sul territorio e contrastare forme irregolari di ospitalità”.

Sulla questione abbiamo chiesto all’Associazione Albergatori Taormina (AAT) di esprimere la propria posizione, con una doppia intervista al presidente Gerardo Schuler e al vicepresidente Marcello Spartà, per capire se realmente si sta andando verso una svolta.

“In queste settimane – spiega a TN24 – il vicepresidente Spartà – abbiamo letto ed osservato con attenzione il rincorrersi di numerose notizie che si stanno succedendo a seguito della recente la legge Regionale che disciplina la materia e la sua applicazione per l’identificazione delle strutture ricettivo turistiche, il cosiddetto “CIR”. In premessa proviamo a fare ordine con tre momenti salienti. 1) A maggio 2021 il Consiglio Comunale di Taormina ha discusso e approvato il nuovo regolamento della imposta di Soggiorno, poi definitivamente deliberato il 06.11.21, introducendo il CIC, Codice Identificativo Comunale, venendo incontro alle richieste della Associazione Albergatori e di TaoXenia. Taormina è stata il primo comune turistico in Sicilia ad avere introdotto questo strumento di censimento delle strutture turistiche estendendo l’obbligo di iscrizione al CIC e l’obbligo al pagamento della imposta di soggiorno a “tutte le strutture ricettive comunque denominate”. 2) Successivamente, il 29.09.21 a Roma il Ministero del Turismo Italiano con Decreto 29 ha istituito la “banca dati turistica” per l’iscrizione delle “strutture ricettive e degli immobili destinati alle locazioni brevi di cui all’articolo 4 del decreto-legge 24 aprile 2017, n. 50, nonché di acquisizione dei codici identificativi regionali, ove adottati”. Il decreto 29 prevede l’obbligo di indicare ed esporre il codice “in modo tale da garantirne la visibilità e un facile accesso da parte dell’utenza”. 3) Infine a Palermo, la Regione Siciliana con Decreto Assessoriale n. 1783 del 27 luglio 2022 istituisce il Codice Identificativo Regionale (CIR) delle strutture ricettive e degli alloggi per uso turistico”.

“I tre provvedimenti – evidenzia Spartà – vanno tutti nella stessa direzione: incentivare l’uscita dal sommerso di decine di migliaia di strutture ricettive Italiane che nell’ultimo decennio hanno fatto turismo in nero, evasione fiscale e concorrenza sleale. Inutile girarci intorno. Altra componente negativa che era necessario risolvere: la difficoltà per i Comuni di programmare i servizi al cittadino non avendo contezza dei dati reali del numero di utenti finali. Tutto risolto? Anche se la direzione intrapresa è quella giusta, in effetti c’è ancora molta confusione e qualche importante dettaglio da risolvere, per vari motivi. Intanto perché la piattaforma della Regione Siciliana è andata immediatamente in tilt costringendola a rinviare il termine ultimo per le iscrizioni: prima al 31 ottobre, adesso al 31 dicembre. Poi perché sembra che le cosiddette “locazioni brevi”, allo stato attuale, non sono obbligate ad avere il CIR. Il decreto della Regione Siciliana che ha istituito il CIR menziona anche le locazioni brevi nella lista delle strutture turistiche obbligate al CIR, ma ciò sembra essere una richiesta giuridicamente contestabile non essendo per queste obbligatoria l’iscrizione a TURIST@T perché il regolamento sui dati statistici dell’Unione Europea 692/2011,dispone che sono soggette alla rilevazione statistica, nel settore ricettivo, solo le attività con codice ATECO: 55.1 – 55.2 – 55.3. escludendo, esplicitamente, le attività di locazione. Di questo avviso è Saverio Panzica, uno dei massimi esperti Siciliani in materia di legislazione turistica, mentre c’è chi continua ad asserire il contrario, anche qui a Taormina”.

“A nostro parere – afferma il presidente Schuler – sino a quando la Regione Siciliana non chiarirà queste incongruenze istituendo un regolamento ad hoc per le locazioni brevi non sarà legittimo richiedere loro il CIR e al primo ricorso al Tar sarà probabilmente rimesso tutto in discussione. Ad aggiungere ulteriore confusione, insidie e malumori è il “nuovo modulo di richiesta Codice Identificativo Comunale del Comune di Taormina che snellisce le procedure di iscrizione tramite semplice autocertificazione. Basta autocertificare di “essere in attesa” di iscrizione al C.C.I.A.A. o di essere “in attesa” di iscrizione al REA, o di essere “in attesa” di SCIA, basta dichiarare di rispettare gli standard minimi ai sensi della L.431/1988, del RR 7/2006 e degli altri provvedimenti attuativi della LR 27/2015, di rispettare le norme igieniche etc, di denunciare gli ospiti etc … ed il gioco è fatto: con semplice autocertificazione si otterrà il CIC comunale col quale si otterrà automaticamente il CIR regionale. Precisiamo che la ns. Associazione non è stata interpellata in occasione della creazione di questo modulo di autocertificazione.
Anche se tutto sembra essere stato risolto tramite un allegro condono in salsa italica, ci corre l’obbligo di segnalare che una dichiarazione mendace ha conseguenze civili e penali: come previsto dall’articolo 76 del Testo Unico in materia di documentazione amministrativa, chiunque rilasci delle dichiarazioni mendaci, le quali presentino dei vizi documentabili e inequivocabili, è tenuto a rispondere per reato di falso. L’art. 483 del C. P. sanziona l’esibizione di una dichiarazione mendace con un periodo di reclusione da tre mesi fino a due anni; l’art. 495 del C.P. che prevede invece una reclusione da uno a sei anni per chi dichiara il falso sull’ identità, lo stato e le qualità in proprio possesso. Il Codice Civile all’articolo 75 del Testo Unico sostiene che “qualora dal controllo emerga la non veridicità del contenuto della dichiarazione, il dichiarante decade dai benefici eventualmente conseguenti al provvedimento emanato sulla base della dichiarazione non veritiera”, in questo caso quindi: ritiro della licenza”.

“Il condono-sveltina – sostiene Schuler – ha creato anche diversi malumori perché rappresenta una beffa per chi dell’extra alberghiero di Taormina ha invece la SCIA e tutte le altre iscrizioni e certificazioni che gli sono costati, per ottenere la licenza, tempo e denaro. Molti gestori di strutture extra-alberghiere di Taormina, a noi associati oppure soci di TaoXenia, che negli anni si erano messi in regola, adesso sono a dir poco delusi perché ora basta un click per fare l’imprenditore turistico”. “Colgo l’occasione per segnalare che l’Associazione Albergatori Taormina associa anche strutture extra-alberghiere con una sezione “Federalberghi Extra”. La nostra collaborazione con TaoXenia è sempre stata costante e costruttiva. Incentivare l’uscita dal sommerso è stato un passo importante. Per come confermano i dati delle nuove iscrizioni all’osservatorio Turistico, il sommerso aveva numeri aldilà delle previsioni più caute, tanto da avere mandato in tilt il sito Regionale dell’Osservatorio Turistico e la Regione Sicilia è stata costretta a dover spostare la scadenza per la registrazione delle strutture che non l’avevano ancora fatto, dal 30 Settembre al 31 Dicembre 2022. Numeri riguardanti il territorio comunale che quest’associazione conosceva bene e che ha più volte notificato negli ultimi anni alle sedi opportune”.

“Noi auspichiamo adesso – dichiara Spartà – che, anche se inizialmente verrà accettata questa procedura semplificata, in pratica un condono allo scopo di incentivare e agevolare l’uscita dal sommerso, è anche giusto e doveroso chiedere che vengano poi effettuati i dovuti controlli successivi alla iscrizione, anche a campione, sulle autorizzazioni concesse in questo modo semplificato tramite semplice autocertificazione. Chiediamo poi, che la Regione Siciliana legiferi per fissare una scadenza entro la quale ogni tipologia di struttura che abbia inizialmente ottenuto il codice identificativo semplificato tramite CIC, sia successivamente tenuta a produrre la documentazione regolare necessariada sempre eche nella autocertificazione si era dichiarato di “essere in attesa” di ricevere”. Questo riteniamo sia importante innanzitutto per garantire il turista su un prodotto certificato e affidabile, cosa che alzerebbe la reputazione del prodotto Taormina. Su questa necessità credo concordiamo tutti. Ma servirebbe anche a poter monitorare le tipologie e il numero di posti letto realmente disponibili sul territorio comunale. Solo così il Comune può pianificare i servizi e intraprendere politiche di turismo sostenibile, evitando contemporaneamente l’evasione o il mancato introito di tasse comunali, prima su tutte l’imposta di soggiorno”.

“In assenza di questi dati certi e tracciabili – dichiarano, in conclusione Schuler e Spartà -, se non si ha il polso della capacità ricettiva di una città particolare, per posizione e conformazione come Taormina, è difficile seguire i criteri di una Smart City, non si possono programmare neanche i servizi basilari, come una raccolta rifiuti adeguata, non si può stimare la richiesta di energia elettrica o di acqua potabile o la capacità della rete fognante, organizzare un sistema di parcheggi che dia respiro alle intasate vie della città e non si può neanche porre in essere una politica che fermi lo spopolamento del centro storico. Tutto questo è finora andato a discapito della qualità, sia del turismo, ma anche della qualità di vita dei nostri concittadini. La nostra Associazione Albergatori qui a Taormina, come anche la nostra associazione di riferimento, l’URAS, Unione Regionale Albergatori Sicilia, ambedue aderenti a Federalberghi, si sono messe a disposizione per affrontare il problema nella sua interezza. Vogliamo migliorare la qualità attraverso un approccio condiviso: stesso mercato, stesse regole”.

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