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CT Italia, bufera su Pirlo: è ambasciatore della Russia, la politica insorge e Malagò frena

La scelta di Andrea Pirlo come CT della Nazionale Italiana scatena la reazione di una larga parte del Paese che si schiera contro la nomina caldeggiata dal nuovo direttore tecnico Paolo Maldini e dall’advisor Leonardo. Giovanni Malagò, presidente della Figc, ha “congelato” la nomina e così la firma che era prevista già nel week-end non c’è stata, rinviata a data da destinarsi o forse a mai. Ad infiammare ulteriormente il clima e ad acuire le perplessità sull’individuazione di Pirlo come commissario tecnico anche il ruolo di ambassador di Fonbet, agenzia russa di scommesse di cui il presidente dell’attuale club di Pirlo, lo United FC di Dubai, Sergey Lomakin, è azionista. Da qui la levata di scudi della politica italiana, che da destra a sinistra chiede alla FIGC di non puntare su Pirlo, visti i suoi rapporti con la Russia.

Malagò, che in conferenza stampa aveva parlato di scelte da condividere con tutto lo staff della FIGC, potrebbe scegliere di imporre il dietrofront ad una scelta che appare ampiamente impopolare e mette sotto pressione una Nazionale che ha già fallito la qualificazione alle ultime tre edizioni del Mondiale e non può fallire ancora una volta.

La FIGC sta valutando la clausola sui diritti di immagine a Fonbet. In caso di nomina a CT l’accordo con la società di scommesse decadrebbe ma il punto sembra non essere questo, bensì l’opportunità di puntare su un tecnico che è reduce da risultati deludenti in panchina come l’esonero da parte della Sampdoria in Serie B e poi si era legato ad un club di seconda serie degli Emirati Arabi Uniti, a Dubai, con un contratto in scadenza a giugno 2027. Come riporta ‘Repubblica’, lo stesso Pirlo si è offerto di pagare la somma che gli consentirà di liberarsi dall’accordo anticipatamente: la Figc non lo farà, infatti, in qualsiasi caso.

Ma c’è di più perché ad arroventare il clima è anche la posizione degli figli di Pirlo e di Maldini, che hanno intrapreso una carriera da procuratori. I due non sono iscritti all’albo ma al momento sono soltanto collaboratori. Tanto basta a complicare lo scenario che dovrebbe portare alla nomina di Pirlo, voluta da Maldini.

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