HomeAttualità e CronacaTurismo a Taormina: il bollettino segreto della Regione Siciliana

Turismo a Taormina: il bollettino segreto della Regione Siciliana

TAORMINA – Il 2022 sta per andare in archivio e a pochi giorni dalla conclusione dell’anno si può dire che Taormina sia tornata finalmente ai livelli che le competono, lasciandosi alle spalle il disastro tremendo del biennio di pandemia che si era portato via il 70%. Non vi è dubbio che le cose siano andate bene, ora resta da vedere se Taormina avrà raggiunto le presenze record del 2019, probabilmente no ma le distanze non saranno non saranno comunque siderali. Ad oggi non ci sono i numeri ufficiali, gli addetti ai lavori lo sappiamo il perché ma i cittadini no. Ebbene il motivo è riconducibile ad una di quelle storture (o se preferite idiozie) della Regione Siciliana, che da un paio di anni a questa parte tiene i dati ufficiali sulle presenze per sé, come fossero “un segreto” da custodire nei cassetti.

Un tempo, nel modo più normale e più corretto, i dati venivano divulgati mese per mese, parliamo di statistiche elaborate dal Servizio Turistico Regionale e nel caso specifico di Taormina dal locale Ufficio del Turismo – dal 2019 esiliato a Giardini Naxos -. Ad un certo punto, a partire dalla passata legislatura, l’Assessorato al Turismo ha deciso con una circolare a dir poco bizzarra che quei numeri non debbano più essere comunicati con il consueto bollettino mensile. Si tratterebbe di “dati sensibili”. “Ma de che?”, direbbero dalle parti di Roma. Ci sarebbe da ridere se non ci fosse da mettersi le mani nei capelli per come si è ridotta la Regione Siciliana a perdersi in queste scelte insensate e per come disperde tempo ed energie in delle assurdità anziché sostenere davvero il turismo in termini utili ed incisivi.

Ovviamente il “segreto” posto sui dati delle presenze non è stato introdotto solo per Taormina ma, indistintamente, anche per tutti gli altri comuni siciliani, anche se poi Taormina diventa poi il “caso simbolo”, visto che parliamo della capitale del turismo siciliano.

Così – per rendere l’idea su come vadano le cose – il sindaco di Taormina è costretto nelle sue dichiarazioni a dover dire “non abbiamo al momento ancora i dati ufficiali” o peggio ancora viene costretto a dover richiamare i dati del primo semestre dell’anno. E allo stesso modo il presidente degli Albergatori di Taormina (come il sindaco) per avere quei dati, che un tempo gli venivano inviati mensilmente, deve adesso richiederli ufficialmente per posta elettronica, per poi riceverli dopo un paio di giorni, perché la richiesta prima va accolta e accettata dall’assessorato.

Ma di cosa stiamo parlando? I soggetti istituzionali del territorio costretti a “pietire” informazioni che dovrebbe essere loro trasmesse dalla Regione come avveniva in passato. Non occorre aggiungere che si tratta di semplici statistiche nelle quali non si entra in alcun modo in aspetti dettagliati tali da potere ledere gli interessi particolari di qualcuno, visto che la materia è il report generale, con i numeri complessivi dei vari Paesi, arrivi, presenze, comparto alberghiero ed extralberghiero. Niente di più.

Siamo alle porte del nuovo anno ed è vivamente auspicabile che la Regione Siciliana la smetta con questo modus operandi che non ha nessuna logica e rasenta ormai il tragicomico. Il turismo non è la fiera del mistero, ma soprattutto non può essere gestito come la sagra delle bestialità.

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