Ci sono 30 nuovi casi positivi sui circa 1000 referti istologici del 2024 di competenza dell’Asp di Trapani e refertati dopo il 5 marzo dal Policlinico di Palermo e dal Garibaldi di Catania a seguito del piano straordinario varato dalla Regione Sicilia. E’ quanto riporta il Giornale di Sicilia in edicola oggi.
Complessivamente, gli esami da refertare sono 3.300 di cui 1.405 campioni del 2024 e 1.908 del 2025, e secondo il cronoprogramma, entro dopodomani dovrebbero essere esitati tutti. Entro la stessa data, il presidente della Regione, Renato Schifani, dovrebbe ricevere la relazione degli ispettori inviati all’Asp dall’assessorato alla Salute.
“Seguo molto da vicino, insieme all’assessore Faraoni, la vicenda – assicura il governatore -. Gli accertamenti sono dolorosi, ma dovuti al popolo siciliano. La situazione dei ritardi negli esami istologici è inaccettabile. Stiamo parlando di un servizio essenziale per la salute dei cittadini e non possiamo permettere che inefficienze, negligenze o carenze organizzative mettano a rischio la diagnosi e le cure dei pazienti. Abbiamo già avviato un’indagine approfondita per accertare le responsabilità e individuare soluzioni immediate. La sanità deve garantire tempi certi e qualità nei servizi, e su questo saremo inflessibili – garantisce -. Ai cittadini dico che il nostro impegno è massimo per risolvere il problema in tempi brevissimi. Su vicende come queste ognuno dovrà assumersi le proprie responsabilità”.
Sono ore drammatiche per le persone che aspettano da tempo l’esito dei loro accertamenti. La dura presa di posizione di Schifani potrebbe portare ad importanti sviluppi, in termini definitivi, sui vertici dell’Asp Trapani, già in bilico, con diversi esponenti politici sia del centrosinistra ma anche nel centrodestra che vorrebbero un passo indietro immediato di chi ha guidato sinora l’azienda. Fortemente in discussione la posizione del direttore generale dell’Asp Trapani, Ferdinando Croce (assessore in carica al Comune di Giardini Naxos).
“Altri 30 casi di tumori comunicati in ritardo dall’ospedale di Trapani – ha detto il parlamentare di Italia Viva, Davide Faraone -. Ad altri 30 pazienti è stato comunicato un esito in ritardo. Oltre al dramma della scoperta, l’impotenza di chi sa che per colpa di quel ritardo è stata messa a rischio la propria vita. Di fronte a tutto questo nessuno paga. Tutti i responsabili di questo sfacelo restano incollati alle poltrone in nome di accordi politici che nulla hanno a che fare con la salute dei siciliani”. Faraone ha chiesto al Presidente della Regione Renato Schifani di azzerare i vertici dell’Asp Trapani: “Continua a rilasciare dichiarazioni di sdegno per quel che sta accadendo a Trapani. Ma si dimentica di cacciare quei dirigenti che guidano l’Asp”.
Una presa di posizione altrettanto dura è arrivata anche da Giorgio Mulè, vice presidente della Camera dei Deputati, che in una intervista a Repubblica ha dichiarato: “Questa non è una storia di burocrazia malata. Quella di Trapani è tragisanità. Croce dovrebbe dimettersi”. Mulé ha rimarcato: “Sul caso dei referti istologici eseguiti con incredibile ritardo dall’Asp di Trapani si è avuta la conferma purtroppo di quanto giusta sia stata la battaglia da me condotta al fianco dei pazienti. Il pensiero va ai cittadini e ai loro familiari con le scuse per quanto avvenuto e nella certezza che, come auspicato da Maria Cristina Gallo diventata sua malgrado simbolo di questa vicenda, d’ora in poi la situazione cambierà. Aver oggi certificato che fossi nel giusto è la più amara delle constatazioni”.

“La signora Maria Cristina Gallo – ha detto Mulè in una sua dichiarazione del 2 marzo scorso – è diventata, suo malgrado, protagonista di una storia di malasanità che tutta l’Italia ha conosciuto attraverso tv e giornali. Oggi la signora Gallo sta combattendo una battaglia contro un tumore che poteva essere diagnosticato in tempo se solo le fosse stato consegnato il referto dell’esame istologico, in seguito a un’operazione, nei tempi normali e non dopo un’incredibile attesa durata ben otto mesi. Nella stessa situazione della signora Gallo ci sono stati almeno 3.000 pazienti della provincia di Trapani che hanno atteso mesi prima di avere il referto. Grazie alla caparbietà della signora Gallo, il caso è stato da me denunciato in Parlamento in due diverse interrogazioni al Ministero della Salute. Alla signora ho portato le scuse a nome di tutti coloro che ancora oggi non hanno ritenuto di farlo guardandola negli occhi, le ho ribadito e assicurato tutta l’assistenza che le sarà necessaria a lei e alla splendida famiglia per continuare la sua lotta. La signora Gallo non cerca vendette, non chiede la testa di nessuno. Chiede solo che la sua storia sia da esempio e possa servire ad evitare l’incredibile situazione in cui si è trovata. La sua dignità, la straordinaria compostezza e umanità siano da monito per chiunque e a qualunque livello ha avuto e ha responsabilità: da coloro che avrebbero potuto fare e non hanno fatto, a quelli che si sono voltati dall’altra parte. Salutandomi, la signora mi ha ripetuto che ha solo un desiderio: “Vorrei che ciò che è accaduto a me non si ripeta mai più”.
“Il direttore dell’Asp di Trapani Ferdinando Croce deve dimettersi”, ha dichiarato anche il coordinatore regionale del M5S, Nuccio Di Paola.

Croce intanto si difende e respinge le accuse sostenendo che ci sarebbero stati degli “allarmi inascoltati” sui e sostenendo che scrisse ad altre Asp “ma molte dissero di no”: “In tanti sapevano – si legge in un articolo pubblicato dal quotidiano Repubblica -, ma in pochi sono intervenuti in soccorso dell’Asp Trapani. Lo scrive a chiare lettere il manager dell’Asp Trapani, Croce, nella sua “difesa” di fronte all’assessorato alla Salute. L’11 luglio 2024 il manager dell’azienda trapanese, ricevuta la notizia dei 3 mila referti arretrati, “chiede a tutte le aziende del sistema sanitario regionale” la disponibilità alla stipula di convenzioni per smaltire gli esami istologici. Tutte le aziende, ricorda Croce, vengono contattate. Ma inizialmente a rispondere è una sola: l’Asp di Catania si offre di esaminare 150 campioni a settimana. Non basterà. Così l’Asp Trapani si affida alla società Oncopath, poi incassa la disponibilità dell’Arnas Garibaldi di Catania e del Policlinico di Palermo, per “prestazioni di anatomia patologica” rispettivamente per due e un anno. E’ una corsa disperata, arriveranno dei no alla convenzione”.


