Le cronache dell’orrore e della disumanità nella guerra in Ucraina ormai raccontano l’amara realtà di una barbarie senza limiti. Al tramonto del 42esimo giorno Bucha, Borodyanka, Irpin, Chernigiv e Mariupol sembrano soltanto la punta dell’iceberg di chissà quanti massacri compiuti dai soldati russi e forse altri crimini che ancora devono essere scoperti ed emergeranno nei prossimi giorni.
Omicidi e violenze di ogni genere, donne stuprate, uomini legati, picchiati e poi giustiziati, bambini torturati, civili uccisi per strada, fosse comuni e addirittura ora viene fuori l’agghiacciante denuncia fatta dal Consiglio comunale di Mariupol: i russi avrebbeo portato forni crematori mobili in città per nascondere le stragi della gente uccisa nelle città ucraine. C’è di tutto e di più nella cartolina della crudeltà recapitata da Putin al mondo.
La procuratrice generale, Irina Venediktova, ha parlato di almeno 5.000 crimini di guerra commessi su cui si sta indagando. Il sindaco di Bucha alla Bbc ha confermato di aver assistito alle esecuzioni di alcuni suoi concittadini, e ha parlato di 320 civili uccisi durante l’occupazione. Sul web le immagini di un video, filmato da un drone militare ucraino in ricognizione, mostrano un blindato fare fuoco su un civile in bicicletta senza un motivo. Atrocità anche sulle soldatesse ucraine catturate sono state denunciate dalla commissaria ai Diritti umani del parlamento ucraino, Lyudmyla Denisova sul suo account Telegram.
Abbiamo visto immagini che si commentano da sole di morti ammanettati e finiti con un colpo alla nuca eppure assistiamo alla pantomima della Russia che nega ma soprattutto allo show dei soliti complottisti che racconta di presunti montaggi, messe in scena, cercano dettagli e mostrano la mano di un cadavere che sembra muoversi. C’è il giornalismo, quello vero e degno di essere chiamato tale, dei reporter che in Ucraina stanno facendo un lavoro straordinario e stanno rischiando la loro vita, e poi c’è l’informazione spazzatura da salotto, quella dei soliti personaggi che si interrogano in tv sulla “autenticità” dei filmati e montano sceneggiate soltanto per fare ascolti.
Peccato che poi i satelliti abbiano dimostrato che quegli atti brutali avvenuti a Bucha sono stati commessi quando ancora c’erano i soldati russi nelle zone dei massacri e si vede persino un civile che viene investito senza alcuna pietà dagli invasori.
E’ giusto e doveroso che si facciano delle indagini indipendenti per fare piena luce sulla scena del crimine ed accertare i fatti in modo inequivocabile ma investigare è una cosa, inventarsi teoremi e fantasie cospirazioniste che non stanno in piedi e cercare il pelo nell’uovo di fronte alla realtà di un bagno di sangue è tutta un’altra storia. Quei morti meritano giustizia ma esigono ancora prima rispetto: tutto il resto è un teatrino mediatico della vergogna. Peggio delle bugie del governo russo.


