La Juve torna ad inseguire Momo Salah. Il sogno “reds” di Luciano Spalletti riprende quota. Il tecnico bianconero aveva accarezzato a lungo la suggestiva idea di mettere a segno un clamoroso triplo colpo dal Liverpool, approfittando della fine del glorioso ciclo sportivo dei ragazzi di Anfield. I profili individuati per far compiere il salto di qualità definitivo alla Vecchia Signora rispondevano ai nomi di Alisson, Andrew Robertson e Mohamed Salah, tre pilastri assoluti della storia recente del club inglese che avrebbero ridisegnato l’assetto e le ambizioni della formazione torinese.
I piani dell’allenatore si sono scontrati molto presto con la dura realtà delle trattative estive, vedendo sfumare due dei tre obiettivi prefissati. Il portiere brasiliano Alisson, che Spalletti conosce benissimo e ha già valorizzato ai tempi della comune esperienza alla Roma, aveva inizialmente mostrato una forte apertura verso il trasferimento sotto l’ombra della Mole. Il Liverpool ha però alzato un muro invalicabile, mettendosi di traverso e blindando la propria stella tra i pali, mentre sul fronte difensivo lo scozzese Robertson ha preferito accasarsi al Tottenham, spegnendo definitivamente le speranze juventine e lasciando aperto un unico, ultimo spiraglio.
La fiammella rimasta accesa porta adesso direttamente al nome di Mohamed Salah, un’operazione che poggia le sue fondamenta su un legame umano e professionale solidissimo. Il feeling tra l’esterno egiziano e Spalletti è infatti rimasto ottimo nel corso degli anni, nato proprio nella capitale quando il mister seppe esaltare al massimo le caratteristiche della freccia africana, catapultandolo verso quel ritorno in Premier League dove ha poi costruito la sua leggenda calcistica. Oggi che l’avventura di Salah ad Anfield si è conclusa e il calciatore si ritrova senza contratto, la prospettiva di un ricongiungimento non appare più come una semplice utopia di mezza estate.
Per vestire la maglia bianconera, l’attaccante dovrebbe compiere una scelta di vita e di carriera radicale, accettando un notevole ridimensionamento economico. La Juventus non ha la forza finanziaria per garantirgli l’ingaggio faraonico percepito in Inghilterra, che si aggirava intorno ai dodici milioni di euro all’anno, e non può minimamente pensare di competere con le faraoniche offerte arrivate dagli emissari dell’Arabia Saudita. Di conseguenza, la dirigenza juventina deve necessariamente fare leva sulla centralità del progetto sportivo.
Si tratta indubbiamente di un’operazione di mercato complessa e ricca di ostacoli, ma che conserva intatta una sua logica romantica che non la rende del tutto impossibile. Salah non ha mai nascosto l’enorme rispetto nei confronti del suo ex mentore, spendendo sempre parole al miele e definendo pubblicamente Spalletti come uno dei migliori allenatori mai avuti in carriera. Questa stima reciproca potrebbe colmare la distanza economica, spingendo il campione d’Africa a sposare la causa juventina per rimettersi in gioco in Serie A sotto la guida del tecnico che lo ha lanciato verso la gloria della Premier League.


