TCI, fondo londinese che fa capo al miliardario britannico Christopher Hohn, come riporta il Financial Times – e in Italia la notizia viene ripresa in queste ore da Repubblica, Corriere della Sera e Il Sole 24 Ore – “ha investito circa 636 milioni di dollari in prestiti legati ad alcuni dei principali hotel di lusso italiani, puntando sulla capacità del settore di continuare ad aumentare le tariffe grazie alla forte domanda internazionale e alla scarsità di immobili di pregio nelle località più richieste”. E’ quanto evidenzia in un articolo il Financial Times, secono il quale “la posizione più rilevante riguarda il Danieli di Venezia”. “Sulla struttura, TCI detiene una quota di un finanziamento da 392 milioni di dollari. Seguono il Caesar Augustus di Capri con 132 milioni, il Six Senses sul lago di Como con 74 milioni e il Mandarin Oriental di Milano con 38 milioni. Tutti gli alberghi fanno capo al gruppo immobiliare italiano Statuto”.
In questa operazione non rientra il San Domenico Palace di Taormina, gestito da Four Seasons, che non rientra nel pacchetto di prestiti dell’hedge fund londinese.
Il San Domenico, ricordiamo, venne acquistato nel 2016 da Statuto per circa 52,5 milioni di euro, superando all’asta l’offerta della famiglia reale del Qatar. La storica struttura alberghiera è stata poi ristrutturata e ammodernata, riaperta nel 2021 e riportata dall’immobiliarista ad altissimi livelli di competitività nel mercato mondiale dell’hotellerie di lusso, con l’operazione capolavoro compiuta da Statuto attraverso l’accordo sancito con Four Seasons per la gestione dell’hotel. Nel 2023 il San Domenico ha conquistato a Las Vegas il prestigioso premio “Best Hotel”, assegnato da Virtuoso, il network globale più importante ed esclusivo specializzato nei viaggi esperienziali e nell’ospitalità di altissimo livello.
Il San Domenico di Taormina, insomma, è un immobile ad altissima reddività che rimane nel controllo totale – e senza alcun vincolo – da parte di Statuto, che ha “blindato” il suo gioiello. L’ex convento taorminese, oggi hotel al top dell’offerta a 5 stelle internazionale, non è nel quadro dei prestiti per l’hotellerie di lusso ai quali fa riferimento l’articolo del Financial Times né, quindi, nella relativa “fiche” da 636 mln di dollari – come l’ha definita Repubblica – che “The Children’s Investment Fund Hon avrebbe puntato su prestiti erogati all’hotellerie di lusso tricolore, scommettendo su un ulteriore rialzo delle tariffe delle camere, trainato dalla forte richiesta di soggiorni in strutture d’eccellenza, la cui disponibilità è limitata”.
TCI può vantare un portafoglio complessivo da circa 77 miliardi. TCI Fund Management (acronimo di The Children’s Investment Fund) è uno degli hedge fund più potenti, redditizi operanti nel mondo. Fondato a Londra nel 2003 dal miliardario britannico Chris Hohn, il fondo gestisce un patrimonio, come detto, stimato in decine di miliardi di dollari. Nel tempo TCI ha acceso il suo focus sul lusso e trophy asset, finanziando progetti con un valore intrinseco immenso. Ma il San Domenico Palace di Taormina rimane “blindato” dal suo proprietario Statuto.


