Messina – “Mi trovo all’Annunziata Bassa, prima della rotonda, a fianco al museo. Ci sono quadri del museo nella strada, come se qualcuno li avesse rubati e appoggiati qua. Ma sono quadri del museo, valgono un sacco di soldi”.
Sono queste le parole, pronunciate con evidente preoccupazione, che hanno fatto scattare l’allarme nella serata del 15 agosto, poche ore dopo il clamoroso furto ai danni del Museo Regionale Accascina di Messina.
A telefonare al 112 è stato un passante. Una segnalazione apparentemente semplice, ma decisiva: lungo la strada, nei pressi dell’Annunziata, aveva notato alcune opere d’arte abbandonate. Non erano oggetti qualsiasi. Erano quadri provenienti dal museo.
L’operatore del numero unico di emergenza chiede quindi di precisare il luogo. “Annunziata accanto al museo, discesa dell’Annunziata. Sono quadri grandi, dico, qualcuno li ha rubati e lasciati qua”, è la risposta. Pochi istanti dopo arriva la rassicurazione dalla centrale: “Un attimo che le mando subito la volante”.
Una telefonata che restituisce, con la voce di un cittadino, la concitazione di quei momenti e fotografa l’incredulità davanti a una scena che sembrava quasi surreale: opere d’arte di grande valore lasciate lungo una strada, a poca distanza dal museo.
Ora saranno le indagini a ricostruire con precisione la dinamica del furto, il percorso compiuto dalle opere e soprattutto perché alcuni dipinti siano stati lasciati lungo la strada.


