TAORMINA – “Della proprietà privata si può fare ciò che si vuole, si o no? E questo che ci chiediamo alla luce della sentenza n.186/2025 della Corte Costituzionale che si è pronunciata il 15 dicembre per respingere le questioni di legittimità sollevate dal Governo sulla legge della Regione Toscana”. A porre la questione è Taoxenia, il sodalizio dell’extralberghiero presieduto da Paola Costa.
«La destinazione di un immobile residenziale a locazione turistica non può essere considerata elemento essenziale del diritto di proprietà». La sentenza “storica” della Corte Costituzionale – evidenzia Costa -, a nostro avviso, va soltanto contro il piccolo proprietario, contro i tanti giovani e le tante famiglie che da un affitto breve, case vacanza o B&B ricavano oggi un importante reddito aggiuntivo per arrivare a fine mese. Piccoli proprietari che hanno sistemato non solo i loro appartamenti ma hanno anche dato nuova vita a intere vie, o addirittura intere zone delle città con delle opere di riqualificazione. Vediamo poi che la Corte Costituzionale sentenzia che gli stessi appartamenti che non possono essere affittati dai cittadini privati, possono essere invece immessi sul mercato degli affitto brevi dagli alberghi che possono aumentare la loro capacità ricettiva fino al 40%”.
“Quaranta per cento in più ai grandi gruppi del turismo, mentre il piccolo proprietario non può più disporre liberamente della sua proprietà, certamente siamo consapevoli che questa sentenza si rivolge solamente alla Regione Toscana ma noi sentiamo odore di ingiustizia! La locazione, quale espressione del diritto di proprietà sancito dalla Costituzione, è legittimamente soggetta a regolazione quando incide su interessi colle vi quali la sicurezza, la salute pubblica, l’equilibrio urbano e la tutela dei consumatori. Allo stesso tempo, tali interventi normativi devono rispettare i principi di proporzionalità, ragionevolezza e differenziazione, evitando che la regolazione si traduca in una compressione sostanziale del diritto stesso”.
“La sentenza della Corte Costituzionale ci fa riflettere sul fatto che negli ultimi anni si è assistito a una crescente assimilazione indiscriminata tra: grandi operatori professionali; strutture ricettive organizzate e famiglie proprietarie di uno o due immobili, che non svolgono attività speculativa ma utilizzano la locazione come strumento di integrazione al reddito, spesso necessario per far fronte al caro-vita, all’aumento dei mutui e ai cos di manutenzione. Questa assimilazione ha prodotto un carico fiscale e tariffario sproporzionato (TARI, canoni, contributi, oneri accessori); una complessità burocratica non sostenibile per i piccoli proprietari; una crescente incertezza giuridica, che disincentiva la regolarità e la qualità dell’offerta. E talvolta ha messo a nudo l’incompetenza degli amministratori e la disinformazione di alcuni organi di stampa che continuano a indicare le locazioni brevi come causa principale della crisi abitativa, senza una distinzione territoriale né una valutazione oggettiva dell’impatto reale delle locazioni familiari, sopra u o nei piccoli e medi comuni“.
“Si chiede al piccolo proprietario di rinunciare alla locazione turistica e di preferire la locazione residenziale di lungo periodo ma si trascura un elemento centrale che è rappresentato dalla mancanza di tutele efficaci per i proprietari nelle locazioni a lungo termine, in par colare in caso di morosità dell’inquilino. E diciamo le cose come stanno: l’assenza di: procedure rapide di recupero del credito; tempi certi per il rilascio dell’immobile; strumenti di garanzia realmente efficaci, espone le famiglie proprietarie a rischi economici insostenibili, che rendono la locazione lunga una scelta spesso impraticabile”.
“Tornando alla sentenza della Corte Costituzionale si impone un’altra osservazione: non si salveranno i centri storici se nel contempo le ultime norma ve hanno previsto che gli hotel avranno il potere di occupare il 40% in più della loro superficie a discapito degli immobili destinati ai residenti. Quindi i centri storici saranno con meno appartamenti, case vacanze e B&B ma con un numero smisurato di hotel. Con questo si abbandona per sempre l’idea a nostro avviso corre a e democratica che il turismo italiano è una risorsa che appartiene a tu e non soltanto al grande capitale e alle multinazionali straniere che non pagano le tasse in Italia, mentre per l’extra alberghiero il 100% delle tasse sono pagate in Italia. Dalle locazioni brevi, dalle case vacanze, dai B&B che nel tempo si sono ampliate sono nate piccole attività imprenditoriali che hanno certamente dato lavoro e reddito, aumentato il gettito di imposte e arricchito il nostro paese anche in termini di scelta turistica. Tutto questo sarà cancellato e non ne comprendiamo l’utilità per il nostro paese”.
“In un incontro svoltosi al Comune di Taormina, l’assessore Sferra ci metteva al corrente di un dato interessante che ci rende, come realtà extralberghiera, consapevoli del nostro contributo fattivo: su un incasso al 10 novembre scorso di 3 milioni e 396 mila di imposta di soggiorno si è calcolato che il 35% del gettito è dovuto proprio all’extralberghiero. Continuiamo a lavorare parlando di extralberghiero come risorsa e non come impedimento allo sviluppo del nostro paese“.
“Ricordiamo inoltre che Il Tar Sicilia, nella Camera di Consiglio svoltasi martedì 16 dicembre ha fissato l’udienza del 03 marzo 2026 per discutere il merito del ricorso presentato dalla Federazione FARE, avverso il Decreto dell’Assessore al Turismo della Regione Siciliana n. 2104/2025, patrocinato dall’avv. Mikaela Hillerstrom. Pertanto si confida che il TAR dopo aver fissato un merito molto ravvicinato, dimostrando così attenzione per l’importanza dei temi affrontati, emetterà una sentenza in tempi brevi che possa porre un termine alla situazione di incertezza posta dal decreto impugnato”.
“Di questo ricorso intentato dalla Federazione F.A.R.E., degli aumenti dei tributi a carico delle locazioni brevi e delle attività produttive che si sono avuti a Taormina e di altri argomenti che riguardano l’extralberghiero – conclude Taoxenia – si è parlato in un proficuo incontro che si è tenuto a Taormina il 22 novembre scorso e che ha visto la presenza dell’onorevole Antonio de Luca esponente e portavoce all’ARS del M5S nonché Componente Commissione VI – Salute, Servizi Sociali e Sanitari e Carmelo Sonsogno membro del Consiglio Dire vo Nazionale della Federazione F.A.R.E. e Delegato Regionale Sicilia, Delegato MacroArea Isole – Sicilia/Sardegna F.A.R.E.“.


