TAORMINA – Il dato complessivo sulle Prestazioni ambulatoriali del 2025 all’ospedale San Vincenzo vede piazzarsi al primo posto, con il maggiore tasso di operatività, la UOC di Urologia. Per questo reparto si va oltre la pura statistica e si tratta della rinascita in atto di un’unità operativa che in passato era stata un punto di forza del presidio di contrada Sirina, con gli anni d’oro in cui era diretta dal prof. Rocco Cappello, un’eccellenza che ha rappresentato il riferimento per una vasta utenza. L’Urologia aveva poi vissuto anni difficili, culminati in una sostanziale chiusura di questo reparto.
Le 4.580 prestazioni ambulatoriali registrate nel 2025 sono un dato importante ed un punto di ripartenza che fa ben sperare, rappresentando idealmente la conferma positiva di un nuovo inizio per l’Urologia.
Direttore dell’Unità Operativa Complessa (UOC) di Urologia presso l’Ospedale “San Vincenzo” di Taormina è, dal 17 giugno 2024, il dott. Federico Nicolosi, un professionista serio, esperto in urologia oncologica, laparoscopia, chirurgia robotica (Da Vinci) e andrologia.
Nel primo anno di attività di questo “nuovo corso”, voluto dall’Asp 5 Messina, il dott. Nicolosi è riuscito nella non semplice impresa di ridare slancio alle attività dell’Urologia e restituire al territorio un servizio importante e una risposta di qualità all’utenza. L’Urologia risale la china e il suo primario vince la complessa scommessa di far rialzare “la testa”, anche in tempi abbastanza stretti, ad un reparto che era chiuso.
Nicolosi non ama i riflettori e ha operato senza proclami, lontano dal clamore mediatico. Si è preso la responsabilità di rimettere in piedi la UOC di Urologia. Ci ha messo la cultura fattiva del lavoro, silenzioso e attento, che è tipica dei bravi medici. Soprattutto ha avuto la capacità di sviluppare un percorso condiviso, un lavoro d’equipe, con i suoi colleghi e collaboratori, ai quali ha dato fiducia. E i risultati di questo primo step hanno premiato questa corretta connessione tra l’impegno professionale e la sensibilità umana. Perché poi condividere le esperienze, affrontare insieme le sfide e dividersi i meriti è il segreto delle cose e segna il confine tra il fare bene o fallire l’obiettivo.
E i meriti vanno pure evidenziati perché non è mai facile ripartire in un reparto che era chiuso ed è ancora più difficile farlo in un contesto come Taormina che ha tante eccellenze ma un ospedale che soffre ormai da tempo la sua posizione “schiacciata” tra le realtà di Messina e Catania e le relative criticità che da queste parti in tanti casi si determinano e si vivono al San Vincenzo.
Ora la prospettiva è quella di un reparto che è destinato a crescere e a ritrovare progressivamente quello spazio di riferimento che aveva in passato. Il 2026 promette di consolidare un trend già positivo. La rinascita dell’Urologia è solo all’inizio.


