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Taormina, il brillamento di Via Garipoli finisce in tribunale: i residenti chiedono i danni

TAORMINA – Arriva una richiesta di risarcimento danni sul brillamento del costone di Via Garipoli a Taormina, avvenuto domenica 18 maggio 2025. Ad un anno di distanza stavolta a “detonare” la bomba sono alcuni residenti della zona che portano la vicenda in un’aula del Tribunale civile di Messina, con relativa richiesta di certificare i fatti di quella mattinata, mediante un accertamento tecnico preventivo e nella fattispecie i danni che quella esplosione avrebbe provocato su alcune fabbricati di proprietà dei privati.

Sono tre i proprietari che si sono mossi in tal senso su tale questione nei confronti di Rfi, Webuild e Italferr, enti che si occupano dei lavori per la realizzazione della nuova linea ferroviaria e relativo raddoppio, che interessa pure il Comune di Taormina.

La procedura mediante ex articolo 696 del Codice di procedura civile è stata intrapresa dal proprietario di un’abitazione ubicata in un tratto sottostante il costone che era stato fatto allora brillare con l’obiettivo di rendere più stabile la parete rocciosa rispetto ad ulteriore rischi concernenti distacchi di massi e quindi fronti di frana.

Alle ore 7.00 del 18 maggio 2025, a Taormina, gli artificieri hanno fatto brillare la parete rocciosa sovrastante la Via Garipoli. Dopo il fischio di corno era scattata la fase attuativa del piano a cura del Dipartimento regionale di Protezione Civile e venne così attivata la carica esplosiva neutralizzare la frana in atto sulla parete rocciosa che domina la bretella A18, principale arteria della viabilità di Taormina, dove dal 29 marzo scorso sono in atto interventi a cura di Rfi che hanno richiesto l’attivazione di restrizioni al transito veicolare. Dopo aver messo in sicurezza l’area, gli artificieri hanno fatto poi saltare la parte del costone roccioso che rappresentava un pericolo per via della sua instabilità.

Nell’ambito delle operazione di brillamento i frammenti di roccia fatti detonare sarebbero, tuttavia, finiti su alcuni fabbricati privati, con relativi danni.

Sul caso è stata predisposta e depositata agli atti una perizia da un tecnico, l’ingegnere Rodolfo Urbani, con la relativa ricostruzione dei fatti e una quantificazione di quello che sarebbe stato il danno subito dalla proprietà privata, assistito dallo studio Melazzo. Ora sarà il Tribunale di Messina a fare chiarezza sui fatti.

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