HomeTurismoTaormina dalle botteghe al lusso: resisterà l'ultimo pezzo d'anima o il Corso...

Taormina dalle botteghe al lusso: resisterà l’ultimo pezzo d’anima o il Corso sarà un hub aeroportuale?

TAORMINA – Alle porte del 2026 s’affaccia ormai incombente un interrogativo su quello che sarà, da qui a breve, la fisionomia del tessuto commerciale e il volto materiale dell’economia di Taormina agli occhi dei turisti che arrivano qui da ogni angolo del mondo. Il lusso avanza a passo spedito, dominante e inarrestabile, le grandi firme conquistano pezzo dopo pezzo il Corso Umberto. Chiudono le botteghe e, con quelle storie di saracinesche che si abbassano, se ne vanno l’identità e l’anima della Taormina che fu.

Dalle vecchie botteghe alle nuove luci griffate, il cuore “operaio” di Taormina e dei suoi piccoli grandi protagonisti locali lascia spazio alle vetrine piene di sfarzo che declinano la poderosa forza straripante delle grandi aziende internazionali.

Dall’artigianato al lusso, dalla passeggiata d’amore a quella dei sogni costosi, dal passo romantico cadenzato da una semplice normalità allo stile sofisticato ed il mood regale dei desideri più esclusivi, Taormina vive una fase che per molti versi è storica. E’ una linea di confine ormai ben delineata tra ciò che era e ciò che sarà, o forse è meglio dire che è già adesso.

Siamo dentro a una transizione dove le grandi firme si prendono la ribalta e i piccoli negozianti si consegnano, uno dopo l’altro, a un amarcord che cede il passo alla globalizzazione. Cronaca e pagine di un tempo che cambia rapidamente, per certi aspetti a velocità siderale.

Il rischio, se non la quasi certezza, che si fa spazio, a detta di tanti, è che quel lusso che sta subentrando al commercio locale sia destinato a trasformare Taormina nella vetrina di un hub aeroportuale.

Il concetto è un ossimoro non troppo distante dalla realtà e si riferisce alla trasformazione degli scali in destinazioni esperienziali che offrono comfort, servizi di alta gamma e intrattenimento, andando oltre la semplice attesa per il volo, con lounge esclusive, shopping di lusso, ristorazione gourmet e servizi personalizzati, rendendo il tempo in aeroporto parte integrante del viaggio e non più un “male necessario”. Allo stesso modo, a Taormina si è passati da quei negozietti e le botteghe caratteristiche ad una passeggiata dove la presenza dominante è quella delle grandi firme.

Viene facile interrogarsi se a quel punto il turista potrà trovare a Taormina qualcosa di tipico, unico e particolare del posto o se, invece, vedrà quel superlusso bellissimo ma che, in fondo, è ciò che si può ammirare allo stesso modo in tanti altri posti nel mondo. E’ un bivio dove il concept della visita esperienziale si nutre di originalità e identità, cultura e tradizione. E se poi quello manca, anche un lembo di paradiso in terra può assomigliare a un hub aeroportuale.

Tra vetrine nuove e l’eco antichi passi, Corso Umberto riuscirà a conservare qualche pezzo della sua anima? Oppure tra sogno, memoria e contemporaneità, siamo di fronte ad un processo irreversibile che manderà in soffitta tutte le ultime luci della vecchia Taormina? E una mera riflessione di fine anno tra passato e presente, oppure si tratta del vero bivio per il futuro che attende la capitale del turismo siciliano già a partire dal 2026?

ARTICOLI CORRELATI

POTREBBE INTERESSARTI

SEGUICI SUI NOSTRI SOCIAL

35,880FansLike
14,200FollowersFollow