TAORMINA – C’è una questione incresciosa che tanti cittadini, da tempo, ci raccontano con amarezza e rabbia e che effettivamente rappresenta un’assurda realtà. E’ l’attesa estenuante dei contribuenti che si recano all’Ufficio Tributi per pagare le bollette o per chiarire le proprie posizioni, e sono costretti ad un’attesa che si protrae spesso per diverse ore.
E’ un’odissea, un calvario, un incubo, una iattura, una maratona, un test di resistenza. Una rottura di maroni. Chiamatela e definitela come meglio credete ma in buona sostanza l’attesa è diventata infinita e snervante. In diversi casi ad aspettare il loro turno per un tempo che non passa mai ci sono anziani e fragili. Non si tratta di “evasori” e “zozzoni”, e anche questo discutibile bollino cucito, come un mantra generalizzato, scolpito addosso ai taorminesi, non può essere una pena da espiare ad oltranza.
Si riscontra una lunghissima, impressionante, serie di errori nelle cartelle arrivate ai contribuenti. Il problema è a monte, nel modo insomma in cui è stata predisposta l’attività di riscossione.
Siamo in un contesto dove riorganizzare il servizio era un esercizio necessario, un passaggio ineludibile, perché in passato c’è stato un disastro che ha spinto il Comune verso il dissesto ma questo non significa dover recuperare passando dal caos di un invio “selvaggio”, con una esasperante modalità “a cu pigghiu piggiu”. Così la chiamano in belgradese, perchè si registrano non pochi episodi in cui gli importi richiesti sono già stati pagati, altri in cui le somme non sono dovute e il resto lo fa l’avvenuto aumento delle tariffe.
Questa situazione assurda non è colpa evidentemente degli impiegati, che fanno il loro lavoro e meritano rispetto e considerazione ma che sono pochi, troppo pochi, sono sotto pressione e fanno quello che possono per cercare di svolgere con celerità il proprio ruolo, mentre lì fuori c’è tanta gente in fila. C’è chi prende il bigliettino per la Tari e chi per l’Imu ma se poi bisogna sbrigare entrambe le cose, il rischio concreto – per via della lunga fila – è quello di dover tornare di nuovo in un’altra giornata per riuscire a definire tutto.
Con i pochi attuali impiegati non si può pretendere che vengano previste altre giornate al di là del lunedì e del venerdì, perché nell’altre giornate lo stesso personale si dedica alla lavorazione delle pratiche, sino a sera, ed evidentemente serve tempo anche per fare quello.
Tuttavia, di certo il Comune poteva e doveva mettere a disposizione dei contribuenti, in affiancamento agli impiegati di ruolo, altro personale – anche in via temporanea – per velocizzare le operazioni riguardanti i tributi e rendere più rapide e più corrette le procedure, evitando così che le persone debbano attendere per ore ed ore davanti all’Ufficio Tributi per una bolletta. E scongiurando in tal modo tanti errori.
A questo punto qualche “scienziato” potrebbe obiettare che ci sono ancora le conseguenze del dissesto, che sino a tutto il 2025 il Comune non può assumere e via dicendo. E questo è vero, verissimo. Ma, proprio per prevenire qualche eventuale (inutile) esercizio chiarificatore sulla materia, una soluzione c’è sempre e comunque. Vale anche per questa problematica.
Per una volta potevano servire a qualcosa di realmente utile le partecipate. Magari si potevano prevedere delle assunzioni (a tempo determinato) attraverso Asm, che da due anni a questa parte di assunzioni in azienda – tra procedure concorsuali e unità interinali – ne ha fatte tante in vari settori e che forse poteva ricercare delle figure da impiegare negli uffici, per poi metterle a disposizione del Comune. Non occorre ricordare che ad esempio la Tari riguarda i rifiuti ed è un ambito di cui Asm già si occupa, non solo per la raccolta ma anche nelle dinamiche attive connesse alle politiche tributarie, come il censimento dei contribuenti.
E’ normale che cittadini 60enni, 70enni e anche oltre, come pure di altre fasce di età, debbano trascorrere 3, 4 o 5 ore davanti ad un ufficio per una bolletta? La politica rifletta e provveda con il buon senso che sinora non c’è stato. Voltarsi dall’altra parte, fare finta di niente e lasciare i cittadini lì ad aspettare una giornata intera sotto i portici del Comune, quasi fosse una normale anticamera moderna del purgatorio dantesco, è uno schiaffo che mortifica la gente e che non è accettabile per una città come Taormina che si vanta del titolo di capitale del turismo. Alzare il livello dei servizi significa anche avere maggiore rispetto e attenzione per i contribuenti. Cercare di limitare i disagi. E’ anche una questione di umanità.


