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Strage di Capodanno a Crans-Montana, De Leo: “Non è stato un incidente ma una catena di negligenze”

Il parlamentare siciliano Alessandro De Leo è intervenuto a commento dei drammatici fatti riguardanti la strage di Capodanno avvenuta in Svizzera, a Crans-Montana.

Il deputato di Forza Italia pone l’attenzione sulle gravi criticità che hanno riguardato la sicurezza e si sono rivelate determinanti e fatali per i giovani che hanno perso la vita in questo terribile rogo. “Non è stato un incidente ma una catena di negligenze”, è il monito di De Leo.

Dei 119 feriti a Crans-Montana ne sono stati identificati finora 113. Lo ha reso noto il capo della polizia del cantone vallonese, Frederic Gisler, nel corso di una conferenza stampa. Per 14 feriti la nazionalità è ancora sconosciuta. Tra quelli identificati 71 sono di nazionalità svizzera, 14 francesi, 11 italiani, 4 serbi, 1 bosniaco, 1 belga, 1 polacco e 1 portoghese.

“Non è stata una festa andata male – evidenzia De Leo -. Quelle vite si sono spezzate perché la sicurezza era un’illusione. Perché in un luogo affollato c’era una sola uscita. In una notte come Capodanno tutto viene lasciato correre, come se le regole potessero prendersi una pausa insieme ai controlli”.

“Non c’è il destino dietro questa tragedia, ma una catena di negligenze, scelte sbagliate, controlli mancati e responsabilità ignorate. Si muore anche nei Paesi che si raccontano come modelli, anche dove ordine e precisione sono slogan prima ancora che valori reali. Ed è questo che fa più rabbia.

“Non stiamo parlando di una terra senza leggi o strutture – rimarca il parlamentare messinese di Forza Italia -, ma di una Svizzera che spesso giudica gli altri, che si propone come esempio e che invece si rivela vulnerabile alle stesse negligenze di chiunque altro. Non possiamo accettare che venga liquidato tutto come un “incidente””.

“La sicurezza non è un dettaglio, non è un’opzione – conclude De Leo -. Quando si abbassa la guardia, il prezzo è sempre altissimo. Questa volta a pagarlo sono stati dei ragazzi che avrebbero potuto essere i nostri figli, che volevano solo divertirsi e festeggiare insieme. La loro gioia non meritava di trasformarsi in tragedia”.

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