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Selfie e post con il Papa morto: come si è ridotta la civiltà dell’apparenza?

(foto: Vatican News)

La civiltà dell’apparenza non ha più un briciolo di pudore e ancora una volta si spinge oltre la vergogna. La morte di Papa Francesco è diventata un macabro “gioco di società”. Zero rispetto per Bergoglio e zero rispetto per la fede sincera che tanti cittadini stanno vivendo con la tristezza nel cuore per la scomparsa del Pontefice.

“Oltre alle immagini delle interminabili code dei fedeli che hanno raggiunto Città del Vaticano per omaggiare la salma di Papa Francesco, stanno circolando sui social fotografie e video che mostrano persone intente a scattarsi selfie una volta arrivati di fronte al feretro del Pontefice. Un gesto che ha suscitato polemiche e indignazione, soprattutto sul web dove ha avuto larga diffusione”. Basterebbe questa eloquente descrizione dei fatti, riportata dal quotidiano online Open, per rendere l’idea di quello che sta accadendo.

Migliaia di persone stanno rendendo omaggio alla salma di Papa Francesco in modo spontaneo ma in diversi casi alla devozione e alla fede si sostituisce o si antepone la stupidità umana. Così l’immagine del Pontefice senza vita è diventata uno scatto imperdibile che spinge alcuni a fare ore di fila per avere un’immagine virale da postare poi sui social network.

C’è chi prega e si addolora sul serio, ma c’è anche chi pensa a fare il selfie perfetto e addirittura chi ruba i fiori destinati alla Camera Ardente, per farne un feticcio dell’evento. C’è chi posta la propria immagine sorridente mostrando alle sue spalle la fila, chi cerca di inquadrarsi accanto al corpo di Bergoglio e chi si commuove con uno sguardo di circostanza. Ma si può davvero arrivare a tanto? La morte si può ridurre ad un “gioco di società”?

Il lutto diventa un momento da ostentare, la fila diventa una prova per dire “io c’ero” e dimostrarlo agli altri con un post sui social. Il selfie è la prova madre.

Chissà cosa avrebbe detto Francesco di questo rito degli imbucati che mortifica il vero senso di tristezza dei fedeli realmente colpiti dalla scomparsa del Pontefice, che hanno deciso di raggiungere San Pietro e di farsi carico di una lunga atteso per un ultimo saluto.

Probabilmente ha ragione la prof.ssa Daniela Villani, associato all’Università Cattolica di Milano in Psicologia Generale e docente di psicologia della religione, che all’Adnkronos ha definito così ciò che sta avvenendo: “Il fatto che molti fedeli si scattino dei selfie davanti alla salma di Bergoglio si spiega da un lato con la fruizione sempre più superficiale delle emozioni e dall’altro con la ricerca del consenso”.

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