Procede a Palermo l’iter che porterà al voto della Legge di Stabilità. In attesa del confronto in aula la maggioranza di governo vorrebbe mandare un segnale ad un potenziale alleato che pare aver cambiato idea e che ha virato verso un nuovo tentativo di “abbraccio” alla sinistra.
Ovviamente parliamo di Cateno De Luca, che nell’ottobre 2024 ha siglato il suo patto di “non belligeranza” con il presidente della Regione, Renato Schifani e – come ha ribadito De Luca stesso in queste ore – ha “deposto” allora “l’ascia di guerra”. Ma quella clamorosa svolta in modalità “indietro tutto” ora si è in buona parte smacchiata, almeno agli occhi dei partiti di centrodestra, dopo le parole del leader di Sud chiama Nord, che il 2 dicembre scorso in aula – durante il voto per la mozione di sfiducia a Schifani – a sorpresa (ma non troppo) ha rivolto un appello alle opposizioni e ha poi votato pure lui la mozione, che all’esito finale è stata respinta.
I partiti di centrodestra potrebbero decidere, insomma, di rispondere al cambio di rotta di De Luca con un analogo approccio nella discussione sulla legge di stabilità e quindi rispetto agli emendamenti proposti da Sud chiama Nord al documento finanziario.
“L’aria” l’ha già “fiutata” De Luca, che non a caso ieri sera ha messo le mani avanti: “Devo passare presso altri palazzi palermitani perché ho saputo che oggi durante il vertice di maggioranza c’è stato un cortocircuito quando sono stati tirati in ballo gli emendamenti alla legge di stabilità di Sud chiama Nord approvati in commissione bilancio. Ancora non capisco questa maggioranza di governo cosa vorrebbe dalle opposizioni: la mera rinuncia a fondo perduto a contribuire a migliorare il contenuto delle legge di stabilità? E per quale motivo le forze politiche di opposizione, compreso sud chiama nord, non dovrebbero esercitare la loro funzione di rappresentanza della maggioranza dei siciliani proponendo, alla luce del sole, norme di buon senso, attraverso il confronto parlamentare? Non comprendo questo nervosismo da cosa sia causato”.
Sin qui il post social di De Luca. Ma a questo punto il test sul rapporto tra la maggioranza e Sud chiama Nord diventa anche e soprattutto un banco di prova al quale la maggioranza stessa, al netto delle fibrillazioni del momento, chiamerà Schifani, per capire se e quanto senso possa ancora avere l’asse tra il presidente della Regione ed il suo ex rivale e poi diventato alleato esterno.
Schifani e De Luca si sono riappacificati e sino ad ora hanno “flirtato” però all’atto pratico di decidere da che parte stare, il sindaco di Taormina ha preso un’altra direzione e si è avviato, per sua stessa ammissione, verso un altro tentativo di entrare nel campo largo. Con i rischi annessi e connessi per De Luca di restare ancora una volta isolato, perché il centrodestra è già partito all’attacco con le dure prese di posizione di Fratelli d’Italia e Lega (più “morbida” Forza Italia) e dall’altra parte lo stesso centrosinistra pare avere altre idee e punta in prospettiva sul ticket tra Giuseppe Antoci per la presidenza della Regione e l’emergente Ismaele La Vardera che potrebbe accomodarsi sul primo scranno dell’Ars.


