Il Milan si prepara a cambiare pelle e a inaugurare un nuovo corso tecnico che si preannuncia a dir poco rivoluzionario. Zlatan Ibrahimovic, nel suo ruolo strategico di uomo mercato e consigliere della dirigenza, ha deciso di virare con decisione su un profilo internazionale di grande fascino. Il Milan punta forte su Andoni Iraola per la panchina del futuro, individuando nel tecnico spagnolo l’uomo ideale per raccogliere l’eredità di Massimiliano Allegri, esonerato dopo aver mancato la qualificazione alla Champions League.
Iraola si è messo in luce in Premier League grazie a un calcio moderno, fatto di pressing asfissiante, transizioni rapide e un’intensità atletica fuori dal comune. Qualità che si sposano alla perfezione con la rosa giovane e di gamba che il Milan ha costruito nelle ultime sessioni di mercato. La dirigenza rossonera intravede nell’allenatore basco la figura perfetta per internazionalizzare ulteriormente il brand e il gioco del club.
La trattativa è già entrata nel vivo ed è previsto un incontro formale nelle prossime ore per discutere i dettagli del progetto tecnico e le richieste economiche. Ibrahimovic vuole muoversi d’anticipo per bruciare la concorrenza e presentare al più presto la nuova guida strategica ai tifosi. Questo summit servirà a capire i margini di manovra e l’effettiva fattibilità di un matrimonio tattico che accende l’entusiasmo di via Aldo Rossi.
Nonostante il forte forcing su Iraola, il Milan tiene comunque vive altre piste di primissimo piano per non farsi trovare impreparato in caso di fumata nera. Restano sullo sfondo i profili di Xavi, reduce dall’addio al Barcellona e voglioso di una nuova sfida stimolante, e di Thiago Motta, da tempo stimato per la sua proposta di gioco associativo. Entrambi rappresentano alternative di lusso che garantiscono standard qualitativi altissimi.
Nelle ultime ore, però, lo scenario rossonero si è arricchito di un clamoroso e inaspettato ritorno di fiamma che ha del fantacalcistico. È rispuntato infatti il nome di Ralf Rangnick, il manager tedesco già vicinissimo alla panchina del Milan in passato, prima del rinnovo dell’era Pioli. Rangnick gode ancora di grandissima stima da parte della proprietà per la sua capacità di strutturare i club a 360 gradi, dall’area tecnica allo scouting.
Il casting per la panchina del Milan è dunque diventato un rebus sospeso tra Spagna, Catalogna e Germania. Ibra vuole un Milan coraggioso, europeo e dominante sul piano del gioco. La scelta finale è ormai imminente e i tifosi rossoneri attendono di capire chi sarà il prescelto per guidare l’ennesima rivoluzione.


