Sale la tensione tra Cateno De Luca e il centrodestra. Il sindaco di Taormina è finito di nuovo al centro di uno scontro con un esponente della coalizione di governo regionale. Stavolta il terreno di scontro è quello del Ponte di Messina.
“I numeri parlano chiaro – attacca De Luca -, il Ponte sullo Stretto di Messina non ha più una copertura finanziaria di 13,5 miliardi di euro, ma di appena 10 miliardi. Tre miliardi e mezzo sono stati dirottati altrove con una scelta politica, non contabile. Questo significa una cosa sola: il Governo nazionale ha deciso di depotenziare e definanziare il Ponte, facendolo entrare in un binario morto” dice De Luca, intervenendo nel corso di una conferenza stampa all’ARS, durante la quale ha illustrato i dati relativi alle coperture finanziarie dell’opera”.
“Quelle risorse – continua De Luca – sono state destinate a ZES, aiuti alle imprese e caro materiali: scelte che condivido nel merito. Ma si tratta di spese definitive, non recuperabili in futuro. Oggi, dunque, il Ponte sullo Stretto risulta sottofinanziato di almeno 3,5 miliardi, ai quali si aggiungono ulteriori 2-3 miliardi che verosimilmente emergeranno con il progetto esecutivo, che ancora non esiste. In questa situazione rimane inspiegabilmente bloccato 1,3 miliardi di euro del Fondo Sviluppo e Coesione della Sicilia, vincolato a un’opera che non ha più una copertura finanziaria certa e un cronoprogramma credibile. È una follia continuare a tenere ferme queste risorse”.
“Chiedo al presidente Schifani – conlude De Luca – di intervenire immediatamente per chiedere la riprogrammazione e lo svincolo di quel miliardo e tre. Sono risorse della Sicilia e devono tornare nella disponibilità della Regione per essere utilizzate a favore dei cittadini, delle infrastrutture e dello sviluppo reale del territorio”.
E sulle parole di De Luca è arrivata la replica del centrodestra attraverso l’assessore regionale alle Infrastrutture, Alessandro Aricò: “Forse a De Luca è sfuggita qualche pagina fondamentale: il cofinanziamento da 1,3 miliardi della Regione nasce, nero su bianco, nella legge di Bilancio dello Stato 2024 ed è stato poi attuato con l’Accordo di Coesione. Il Ponte sullo Stretto non è un capriccio, ma un tassello strategico di un disegno più ampio che riguarda la Sicilia: l’alta velocità ferroviaria Palermo-Catania-Messina, la costruzione della Catania-Ragusa, l’ammodernamento della Palermo-Catania. Infrastrutture che finalmente si parlano tra loro. Se poi De Luca ha cambiato idea sulla costruzione del Ponte lo dica chiaramente invece di buttarla in caciara”.
Infine, ancora De Luca si è reso autore di una controreplica: “Aricò farebbe bene a studiare su norme, leggi ed accordi. Dal decreto-legge 35/2023, sino alla deliberazione della Giunta regionale del 20 febbraio 2024, n. 53:Programmazione del Fondo per lo Sviluppo e la Coesione 2021/2027. Delibera CIPESS n. 25/2023 del 3 agosto 2023. Schema di Accordo ai sensi dell’articolo 1, comma 1, lettera d), del decreto-legge 19 settembre 2023, n. 124, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 novembre 2023, n. 162”, nessuna legge obbligava la Regione Siciliana a vincolare 1,3 mld di fondi FSC 21–27, assegnati alla Regione Siciliana grazie alla deliberazione CIPESS n. 41/2024 del 9 luglio 2024. Quindi, l’intesa sull’Accordo, da parte della Regione Siciliana, ha condannato la Sicilia a bloccare 1,3 miliardi su un progetto che nel 2026, certamente, non partirà. Capiamo che non è un problema di Aricò, visto che non riesce a spendere quelli che lo stesso Accordo ha assegnato al suo assessorato”.


