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Repubblica: “Elezioni a Messina potrebbero slittare al 2027. Ricorso pendente, ecco la data decisiva”

Possibile clamoroso scenario all’orizzonte per le elezioni Amministrative a Messina. La tornata di voto potrebbe slittare al 2027 se dovesse essere accolto un ricorso presentato al Tar dai legali Angelo Giorgianni e Paolo Starvaggi che rappresentano i cittadini Antonino Spampinato, Sebastiano Dibilio e Salvatore Bucceri.

“Secondo gli avvocati Giorgianni e Starvaggi – come riporta il giornalista Fabrizio Bertè sull’edizione di Palermo di Repubblica – il sindaco Basile si sarebbe dimesso con tre giorni di ritardo”.

“L’avvocato Paolo Starvaggi e l’ex giudice e senatore Angelo Giorgianni, oggi candidato alla presidenza della Regione Sicilia con un movimento autonomista e vicino alla lista civica del candidato messinese Gaetano Sciacca – spiega Bertè -, hanno acceso i riflettori sul ritardo delle dimissioni dell’ex sindaco di Messina Federico Basile. Secondo i ricorrenti, infatti, l’ex primo cittadino si sarebbe dimesso con 3 giorni di ritardo. E qualcuno sussurra che questo ritardo sia dovuto proprio a un tentennamento dello stesso Federico Basile che forse non era pienamente d’accordo sulle proprie dimissioni. L’ex sindaco, oggi ricandidato, ha presentato le dimissioni lo scorso 7 febbraio. L’atto è diventato efficace e definitivo 20 giorni dopo: il 27 febbraio. Ma i conti non tornano. La finestra utile per essere inseriti nella tornata elettorale di maggio, infatti, secondo l’ex magistrato Angelo Giorgianni e l’avvocato Paolo Starvaggi, si sarebbe chiusa il 24 febbraio. E dunque ci sarebbero 3 giorni di ritardo”.

“Il tribunale amministrativo regionale di Catania ha discusso il ricorso il 21 aprile. A sorpresa, per effetto di un’eccezione d’incompetenza territoriale dell’avvocatura comunale di Messina, ha dovuto trasmettere gli atti al Tar di Palermo. Ma ancor più a sorpresa il presidente del Tar di Palermo ha immediatamente restituito gli atti al Tar di Catania rigettando l’eccezione d’incompetenza territoriale. I legali Angelo Giorgianni e Paolo Starvaggi hanno chiesto al Tar di Catania di esprimersi prima della presentazione delle liste elettorali con un decreto presidenziale non essendo più possibile che la pronuncia sulla sospensiva avvenga mediante ordinanza collegiale in quanto non è stato possibile trattare la sospensiva o la richiesta di sentenza breve all’udienza del 21 aprile che era stata appositamente fissata. Il Tar di Catania ha respinto la nuova istanza cautelare monocratica presentata dagli avvocati Angelo Giorgianni e Paolo Starvaggi. La presidente della quinta sezione Agnese Anna Barone si è opposta alla richiesta collegata ai motivi aggiunti depositati il 21 aprile dai ricorrenti Antonino Spampinato, Sebastiano Dibilio e Salvatore Bucceri. Con i motivi aggiunti è stata impugnata la nota con cui la Prefettura di Messina lo scorso 25 marzo ha comunicato formalmente le date dei comizi già fissate dal decreto assessoriale numero 125. La partita, però, non è ancora chiusa. Il 5 maggio, infatti, il Tar tornerà a riunirsi in camera di consiglio per discutere la prima istanza cautelare legata al ricorso introduttivo: sarà l’ultima finestra utile per un eventuale stop alle elezioni messinesi. Sui motivi aggiunti, invece, il collegio si pronuncerà il 26 maggio, appena 24 ore dopo la chiusura dei seggi”.

“Messina potrebbe dunque restare commissariata per un altro anno – conclude Bertè -. Una vicenda sottovalutata sia dal leader di Sud Chiama Nord e deputato regionale Cateno De Luca che dal suo candidato Federico Basile che in queste settimane stanno proseguendo la loro campagna elettorale senza mai sfiorare un ricorso ancora oggi pendente”.

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